Cronaca / Lago e valli
Mercoledì 21 Gennaio 2026
Il Tar sull’ordinanza anti caos in Regina: richiesta una perizia indipendente
Tremezzina. Un supplemento d’indagine del Tribunale con incarico al Politecnico di Milano. Artusa (Sistema trasporti): «Per noi un primo successo. Anas non ha ragione per definizione»
Tremezzina
Se non è un colpo di scena quantomeno lo è per un’abbondante metà.
Questo perché la terza sezione del Tar della Lombardia guidata da Richard Goso ha disposto in cinque pagine di ordinanza un supplemento d’indagine o meglio “una verificazione” con relativo incarico al Politecnico di Milano rispetto ai contenuti delle due perizie tecniche che rappresentano il vero nodo del contendere tra Anas da un lato Sistema Trasporti e Zani Turismo dall’altro. Nodo legato ai contenuti dell’ordinanza Anas - che la stessa Anas ha reso dallo scorso anno permanente, cioè in vigore dal 15 marzo al 15 novembre sino al completamento del cantiere della variante - inerente il senso unico (direzione nord) per i bus turistici e il divieto diurno di transito dei mezzi sopra gli 11 metri.
«Il Tar, per dirla in termini facilmente comprensibili, ha affidato al rettore del Politecnico di Milano, ovviamente con facoltà di delega ad uno o più docenti dell’ateneo, il compito di stabilire chi dei due dice la verità. Il riferimento è alla nostra perizia ed a quella di Anas. Noi siamo assolutamente convinti della bontà dell’operato e della relazione del nostro tecnico, l’ingegner Marco Balestra - rimarca il presidente nazionale di “Sistema Trasporti”, Francesco Artusa -. Ritengo l’ordinanza del Tar un primo successo. In pratica il Tribunale amministrativo regionale ha detto che Anas non ha ragione per definizione. Aggiungo che se fossi in Anas, con una sentenza sub iudice, aspetterei a dar corso all’ordinanza a partire dal 15 marzo”. Il Tar, nella Camera di Consiglio del 19 dicembre (la notizia è stata ufficializzata ieri), ha riaggiornato le parti al 19 giugno.
Il nodo è dunque rappresentato dalle due perizie a sostegno delle opposte tesi ovvero la perizia di Anas a firma dell’ingegner Enrico Moretti e quella di Sistema Trasporti e Zani Turismo a firma dell’ingegner Balestra. Nel dettaglio Anas ha sostenuto «a maggiore lunghezza (dei mezzi in transito, bus turistici in primis, ndr.) corrisponde una maggiore occupazione, oltre che in senso trasversale anche longitudinale».
Il passaggio clou è rappresentato dal fatto che «con mezzi limitati ad una lunghezza massima di circa 11 metri il traffico possa circolare senza che si vengano a creare le gravi problematiche che attualmente interessano il tratto esaminato», cioè quello oggetto dell’ordinanza che da val chilometro 19+700 al chilometro 23+500, cioè da Colonno a Ossuccio. Di ben altro avviso la perizia a firma dell’ingegner Balestra in cui viene evidenziato come “Anas avrebbe dovuto presentare uno studio che correttamente partisse dal passo dei veicoli e non dalla loro lunghezza totale, dato che anche Anas dovrebbe sapere che la lunghezza del veicolo non parametro capace di variarne l’ingombro durante l’incrocio. Grave il voler far credere il contrario». Inevitabilmente l’ordinanza del Tar della Lombardia diverrà parte integrante del Tavolo tecnico (ne abbiamo dato conto ieri) convocato dal prefetto Corrado Conforto Galli a Palazzo di Governo proprio sul tema dei flussi veicolari lungo la Regina, a corredo dei lavori in essere al cantiere della variante della Tremezzina.
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