Lancio di escrementi contro i nostalgici, l’Anpi: «Ci dissociamo»

Dongo Il saluto romano e l’appello dei gerarchi defunti. Al molo tante proteste degli antifascisti

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Giorno della commemorazione dei gerarchi a Dongo: anche ieri, dinanzi al molo, è sfilato un corposo gruppo di nostalgici vestiti di nero. Sul lato opposto della strada, oltre il massiccio cordone di polizia, fin dalle 8.30 sono convenuti Anpi e un lungo elenco di altre associazioni, forze sindacali, partiti politici e cittadini a gridare la loro contrarietà al fascismo e al saluto romano che ancora una volta, chi stava sul fronte opposto, ha puntualmente effettuato all’appello di ogni gerarca giustiziato proprio lì 81 anni fa.

Di una settantina di persone, il drappello di nostalgici si è allineato su tre file in strada di fronte alla ringhiera che ancora reca i buchi dei proiettili di mitra sparati dal plotone di esecuzione il 28 aprile 1945 contro quindici gerarchi; erano i ministri di Mussolini arrestati assieme a lui a Dongo al seguito di una colonna tedesca. E dinanzi a quindi rose posate sulla ringhiera è avvenuto il discusso rito.

Dalla piazza, a un certo punto, qualcuno ha lanciato palloncini pieno di sterco verso il lungolago: uno si è rotto sulla tettoia del bar San Gottardo, qualcun altro è caduto sull’asfalto della carreggiata.

Un fuori programma da cui Anpi Dongo, che come sempre ha promosso il ritrovo antifascista in piazza, prende comunque le distanze: «Qualcuno mi ha mostrato un post comparso sui social che segnala il lancio di escrementi dalla piazza – dichiara il segretario dell’associazione, Danilo Lillia – Confesso di non essermi accorto e, comunque, non si tratta certo di un’azione voluta dagli organizzatori del raduno in piazza Paracchini. Noi ci ritroviamo lì ogni anno per dire “no” a quanto avviene dinanzi al molo, che riteniamo profondamente offensivo nei confronti della Resistenza locale e nazionale, ma ci dissociamo da chi ha eventualmente deciso di testa propria di lanciare sterco contro qualcun altro».

I nostalgici hanno rotto le fila e se ne sono andati, ma pochi minuti dopo, mentre in piazza si succedevano gli interventi delle associazioni presenti, da alcune auto che transitavano dinanzi gli occupanti hanno salutato col saluto romano, provocando nuovo fermento.

La parlamentare Chiara Braga e i rappresentanti sindacali e di associazioni presenti hanno così richiamato l’attenzione delle forze di polizia affinché identificassero gli autori, perché una volta conclusa la commemorazione quel gesto diventa apologia del fascismo e, quindi, perseguibile.

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