Lenno, addio a Cadenazzi: «Custode delle tradizioni»

Tremezzina Ex amministratore, presenza costante in parrocchia. Don Mazzoni: «Uomo di preghiera e appassionato del canto liturgico»

Tremezzina

Il parroco di Lenno e Isola Ossuccio don Italo Mazzoni l’ha definito «il custode delle tradizioni».

Una dizione che descrive quanto carismatica sia stata la figura di Agostino Cadenazzi, 86 anni compiuti lo scorso giugno. Il suo cuore ha cessato di battere la sera del 31 dicembre all’ospedale Sant’Anna di Como. Da lì in poi è stato un susseguirsi di messaggi e testimonianze di cordoglio rivolte ai tre figli Silvana, Antonella e don Stefano Cadenazzi, dal 2013 parroco della Comunità pastorale di Casnate con Bernate e nonché preside degli studi di Teologia in Diocesi. Sarà lui a presiedere, con il cuore colmo di commozione, il rito funebre di questa mattina (alle 10) nell’amata chiesa parrocchiale di Santo Stefano a Lenno.

Papà di don Stefano

Più volte amministratore comunale, Agostino Cadenazzi ha attraversato una parte importante della storia recente della comunità lennese. Il 20 gennaio scorso era venuta a mancare l’amata moglie Graziella. Da quando il feretro di Agostino Cadenazzi ha raggiunto la casa di viale Libronico a Lenno, in tanti hanno voluto testimoniare la vicinanza ai figli ed ai familiari.

«Il Signore ha chiamato a sé Agostino Cadenazzi, padre di don Stefano - ha evidenziato la Diocesi di Como attraverso i profili istituzionali -. Esprimiamo alla famiglia il cordoglio della Diocesi, perché il canto del Te Deum, risuonato nelle nostre chiese (la nota è del 31 dicembre, ndr.) possa continuare per lui nella gloria del Paradiso».

Giovedì sera - primo giorno dell’anno - nella chiesa parrocchiale di Casnate è stato recitato il rosario, come comunicato da don Andrea Straffi. Rosario recitato anche ieri pomeriggio in chiesa.

Il cordoglio

Di sicuro, come anticipato, quella di stamattina sarà una cerimonia funebre molto partecipata e con numerosi sacerdoti che vorranno essere al fianco di don Stefano, di Silvana e Antonella (con le rispettive famiglie) e dei familiari tutti.

«Ad Agostino Cadenazzi mi legano due sottolineature importanti. La prima è che Agostino è stato un uomo delle tradizioni - rimarca don Italo Mazzoni -. L’unico che sapeva di ogni festa tutto quello che serve, dai preparativi agli oggetti liturgici da mettere in campo. Pur essendo uomo delle tradizioni è stato capace di integrarle con i cambiamenti avvenuti nella Chiesa. Era un uomo di preghiera. Agostino Cadenazzi - questa la seconda sottolineatura - era anche un appassionato del canto liturgico. Fin da ragazzo aveva cominciato a cantare nel coro e non aveva più smesso. Quando si cantava la sua era una bella voce che emergeva. Il canto l’aveva sempre vissuto come una dote che il Signore gli aveva donato e che lui doveva mettere al servizio degli altri».

Questa mattina ad accogliere il feretro ci saranno anche i Confratelli (la Confraternita è quella del Santissimo Sacramento) e così la bandiera della Cooperativa Lennese. «I Confratelli, la Chiesa, la Cooperativa, i tuoi amori più grandi dopo la tua bella famiglia - ha rimarcato Mario Cappelletti a nome della Confraternita del Santissimo Sacramento e della Cooperativa Lennese nell’incipit del messaggio che verrà letto oggi in chiesa -. Amori ai quali hai donato tutto te stesso. Entusiasmo, passione, fedeltà e negli ultimi anni saggezza ed esperienza».

Messaggio, di rara intensità, in cui i Confratelli hanno evidenziato che «i talenti che tu ci hai donato noi li utilizzeremo fino alla fine dei nostri giorni ed oltre».

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