Cronaca / Lago e valli
Mercoledì 18 Febbraio 2026
Lenno: minacce all’ex compagna, arresti domiciliari per un 33enne
L’uomo non si era rassegnato alla fine della relazione
Tremezzina
I carabinieri di Tremezzina hanno posto fine, al termine di indagini minuziose, a una brutta situazione legata ad una convivenza che in quel di Lenno si era trasformata in un incubo per una donna, madre di una bimba in tenera età.
Nel dettaglio, nelle prime ore di lunedì, i militari dell’Arma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale - emessa dal gip del Tribunale di Como, su richiesta della Procura - nei confronti di un trentatreenne residente a Tremezzina, ma domiciliato a Como. All’uomo cui sono stati notificati gli arresti domiciliari, con tanto di braccialetto elettronico, i militari dell’Arma hanno contestato i reati di atti persecutori, danneggiamento aggravato e non da ultimo molestie.
Le indagini, che non hanno trascurato alcun dettaglio, hanno permesso di ricostruire ed accertare un grave quadro indiziario a carico dell’indagato, che sin dal mese di ottobre dello scorso anno non si sarebbe in alcun modo arreso alla fine della convivenza e per diretta conseguenza del rapporto con la compagna, rendendosi responsabile di reiterate condotte vessatorie, con tanto di minacce a corredo.E così sul cellulare dell’ormai ex compagna sistematicamente sono stati inviati messaggi dal tenore intimidatorio, con tanto di frasi esplicite del tipo “Ti spezzo le gambe” e “Crepa” oltre a pressanti richieste sugli spostamenti condotti dalla donna nell’arco della giornata e non da ultimo appostamenti nei pressi del luogo di lavoro dell’ex compagna.
Ma non è tutto. Perché lo scorso 28 novembre, il trentatreenne comasco si è reso responsabile anche del danneggiamento della carrozzeria della vettura della donna, parcheggiata a Como all’interno dell’autosilo, arrivando addirittura a rendere quasi inservibile l’auto. Agli appostamenti ed ai messaggi minatori hanno fatto seguito anche le molestie telefoniche, con numerose telefonate, anche anonime e nel cuore della notte, indirizzate non solo all’ex compagna, ma anche a persone a lei vicine.
Comportamenti e iniziative persecutorie che nell’ex compagna avevano ingenerato uno stato d’ansia, come facilmente immaginabile, che col tempo si era accompagnato ad un fondato timore per la propria incolumità.Da qui le indagini dei carabinieri che hanno così ricostruito passo dopo passo l’accaduto.
Il trentatreenne comasco è stato rintracciato lunedì e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico, come disposto dall’autorità giudiziaria al fine di garantire il rispetto del divieto di avvicinamento e comunicazione con l’ex compagna. Di sicuro i carabinieri di Tremezzina hanno dato una risposta ferma a una situazione che di settimana in settimana aveva presa una bruttissima piega e che aveva coinvolto anche persone vicine alla donna.
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