Cronaca / Lago e valli
Mercoledì 21 Gennaio 2026
Maltrattamenti nella casa di riposo. Pesanti richieste del pm: da 2 a 6 anni
Dizzasco. Ieri l’udienza preliminare a carico degli ex dipendenti della Rsa “Sacro Cuore”. Le pene dell’accusa per i sette indagati variano in base al numero degli episodi contestati
Dizzasco
Gli anni di condanna chiesti dalla pubblica accusa sono stati più di trenta in totale. Con punte, per tre indagati, che hanno toccato i sei anni a testa. Sono state pesantissime le pene che ieri mattina, al termine della prima parte dell’udienza preliminare, il pm Alessandra Bellù ha invocato per sette ex dipendenti della Rsa di Dizzasco “Sacro Cuore”, finiti in aula di fronte al giudice per una serie di presunti maltrattamenti a carico di anziani ospiti della struttura della Valle.
Nel corso dell’ultimo appuntamento di fronte al gup Maria Elisabetta De Benedetto, l’udienza era stata rinviata a nuova data – ieri appunto – chiedendo alle parti la valutazione di riti alternativi. Le difese non hanno però trovato alcun accordo con la Procura, scegliendo alla fine di formalizzare la scelta dell’abbreviato. Rito, quest’ultimo, che porta anche – in caso di condanna – allo sconto di un terzo della pena finale.
La parola è poi passata al pm che, al termine della requisitoria, ha invocato pene comunque molto alte nonostante appunto la riduzione per la scelta del rito: per Evelina D’Amico, 44 anni, Fabrizio Violetti, 51 anni, Guglielmo Bruzzo, 33 anni, la richiesta è stata di sei anni a testa, per Paola Garbagnati, 48 anni, Sabrina Codara, 45 anni, il pm ha invocato al giudice una pena di quattro anni, per Florentina Florea, rumena di 45 anni, 3 anni ed infine per Milena Faverzani, 41 anni, due anni e mezzo.
Stiamo parlando ovviamente di posizioni diverse l’una dalle altre, sia per il numero di episodi contestati sia per la gravità valutata dalla pubblica accusa. Al termine delle richieste della procura, ieri hanno preso la parola i legali di parte civile Massimiliano Galli e Noemi Mariani, in rappresentanza dei parenti di due pazienti della Rsa, ma tra le parti costituite – occorre ricordare – ci sono anche il Sindacato Pensionati Italiani della Cgil Como e Lombardia. Non si è invece presentata in aula la casa di riposo di Dizzasco che dunque rimane fuori dal processo.
Dopo quanto avvenuto ieri nel palazzo di giustizia di Como, l’udienza è stata poi spostata a febbraio quando la parola passerà agli avvocati delle difese Davide Giudici, Carolina Lenzi, Mattia Bianchi, Tatiana Pernice, Alessandro Riva, Loredana Marziotti e Ilaria Porro che cercheranno di controbattere alle conclusioni del pubblico ministero. Poi la questione tornerà nelle mani del giudice per la sentenza di primo grado.
La vicenda, che aveva fatto molto clamore anche fuori dalla nostra provincia, aveva riguardato quelli che all’epoca erano sette dipendenti della struttura lariana che erano stati colpiti da una misura cautelare in parte in carcere e in parte ai domiciliari (firmata dal giudice delle indagini preliminari Massimo Mercaldo) per presunti maltrattamenti ai danni di anziani ospiti del “Sacro Cuore” di Dizzasco. Poi tutti gli indagati erano stati collocati ai domiciliari in attesa appunto di definire la posizione davanti al giudice.
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