Menaggio, clonato il whatsapp del parroco: messaggi per chiedere soldi
Attenzione L’ennesimo tentativo di truffa informatica è ai danni di don Davide. Richieste di denaro a suo nome da molti contatti “rubati” dalla sua rubrica
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I truffatori non guardano in faccia a nessuno e in questi giorni c’è chi ha preso di mira persino l’arciprete di Menaggio, don Davide Pozzi.
Si tratta, nel caso specifico, di pirati informatici, di hacker insomma, che rubano le credenziali degli utenti per sostituirsi a loro nell’invio di mail e di messaggi sui social. A molti contatti del sacerdote, nel caso specifico, arrivano messaggi su whatsapp a suo nome con richieste di denaro.
Messaggi ovviamente ben architettati, senza una richiesta immediata che potrebbe suscitare dubbi, ingannevoli e apparentemente credibili. Gli amici fidati, tuttavia, hanno fiutato subito la truffa, avvisando il diretto interessato.
Avvisi sui social
Da lì è partito immediatamente un tam tam di avvisi sui social: «Attenzione, truffa – si legge anche sulla pagina facebook del Comune di Menaggio – . Ignoti hanno avuto accesso al profilo whatsapp di don Davide. Dal suo profilo inviati messaggi con richieste di denaro».
Numerose le condivisioni, anche se è difficile avvisare tutti. Se da un lato don Davide vorrebbe evitare che qualcuno cascasse nella trappola, dall’altro, da persona schiva qual è, non intende nemmeno farsi troppa pubblicità: «A molti miei contatti sono stati inviati messaggi esca di cui ovviamente il sottoscritto non sa nulla – si limita a dire – . Grazie agli amici, ai parrocchiani e anche all’Amministrazione comunale, tuttavia, si sta cercando di avvisare tutti che si tratta di un tentativo di truffa. Mi spiacerebbe davvero se qualcuno, in buona fede, donasse del denaro convinto di fare del bene».
Il parroco di Menaggio si recherà nei prossimi giorni dai carabinieri a sporgere denuncia contro ignoti. È un’azione sempre consigliabile, anche se non è facile smascherare i truffatori online.
Dei crimini informatici, perseguibili penalmente, se ne occupa poi la polizia postale. Nel caso di hackeraggio, dopo aver sporto denuncia alle autorità, è bene segnalare il reato anche ai responsabili e ai gestori del sistema informatico o telematico violato.
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