Monte Goj, ecco il punto di partenza dell’incendio

Il rogo Delimitata l’area di innesco. Si trova vicino al “Sasso della Strega”. Si esclude l’autocombustione

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Individuato il punto del Monte Goj da cui è partito l’incendio che ha devastato la montagna comasca mandando in fumo poco meno di trenta ettari di bosco che rientra nel Parco regionale della Spina Verde. I carabinieri hanno delimitato l’area, non eccessivamente estesa, che si trova nei pressi di quello che è noto come il “Sasso della Strega”, ossia un punto del Monte Goj vicino ad Albate e Muggiò.

In questo preciso punto della montagna si è arrivati sia dopo aver monitorato le immagini dello sviluppo dell’incendio riprese dai cittadini e raccolte nelle scorse ore, sia dopo accurati accertamenti tecnici che hanno portato – come detto – a delimitare un punto ben preciso dove sono poi stati eseguiti accertamenti.

I carabinieri del Nucleo Operativo di Como stanno lavorando alle indagini, collaborando con i Forestali e anche con il Nucleo Informativo Antincendio di Menaggio. Pure i vigili del fuoco nelle prossime ore depositeranno una relazione sull’andamento dell’incendio e sulla curva che ha portato alla sua espansione.

La certezza degli inquirenti, coordinati dalla procura di Como in un fascicolo che fa capo direttamente al procuratore Massimo Astori, è che il rogo non sia partito per autocombustione, nonostante il grande e prolungato caldo di quei giorni che aveva portato anche a lanciare espliciti allarmi alla cittadinanza proprio per il rischio incendi.

I carabinieri sono infatti convinti che, dietro al rogo che ha distrutto il Monte Goj, ci sia la mano dell’uomo non si sa ancora se in modo accidentale, ossia colposo, oppure con volontà di arrecare un danno all’ambiente, quindi in modo doloso.

La mappatura dell’incendio e la geolocalizzazione dei punti in cui si era sviluppato, hanno portato i militari - che fin dalle prime ore avevano iniziato a pattugliare il bosco - a concentrarsi su un’area precisa della montagna, in concomitanza con il punto dove si erano alzate le prime colonne di fumo. Ed il punto esatto dell’inizio dell’incendio è stato ora trovato, delimitato e già passato al setaccio alla ricerca di elementi utili alle indagini. Altro ovviamente non filtra.

Guardando per terra tuttavia, nel punto che i carabinieri hanno “chiuso” al passaggio, è possibile notare una disposizione particolare di alcuni rami, poco “naturale” verrebbe da dire, posizionati vicino ad un tronco. Potrebbe essere quello il cuore di un incendio che si è poi sviluppato per giorni in modo devastante tenendo in scacco la città, spento solo dopo otto giorni di lotta e grazie all’incredibile impegno di centinaia di uomini della protezione civile e dei vigili del fuoco, ma anche di tutte le tante anime del soccorso cittadino che prima hanno fermato l’avanzata delle fiamme per poi riuscire piano piano a contenerle e a domarle, anche grazie alle piogge intense delle ultime ore che hanno infine permesso di far dichiarare l’incendio ufficialmente “estinto”.

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