(Foto di archivio)
Menaggio Mezza operazione al giorno, l’attività è pressoché ferma. Serve al più presto un aiuto. Non solo Chirurgia (-78% rispetto al 2019 ) in sofferenza. Oggi l’assemblea dei sindaci del distretto
Mezza operazione al giorno, l’ospedale di Menaggio ormai è fermo. L’Asst Lariana cerca un rilancio con l’aiuto dei privati. Nel 2025 all’interno del presidio ospedaliero del lago sono state effettuate in tutto 195 operazioni chirurgiche, più o meno mezza al giorno. Un numero mai così basso, già i 350 interventi circa fatti nel 2023 e nel 2024 facevano impressione.
Per lunghi periodi, ad esempio quello estivo, i bisturi negli scorsi dodici mesi sono rimasti fermi nei cassetti. Durante il corso dell’anno si è deciso che anche gli interventi poco più complicati non si possono più svolgere per ragioni di sicurezza, manca il personale formato per intervenire e interi reparti tra anestesia e urgenza.
Di mezzo ci si sono messi anche i lavori di riqualificazione del presidio. Comunque sia, ormai le attività hanno volumi risibili. Il calo è verticale da tanto tempo: dal 2022 la Chirurgia di Menaggio ha perso il 66% delle attività, rispetto al 2019 il 78%. Si passa da quasi un migliaio di interventi a meno di 200.
Nel 2019 l’ospedale di Menaggio ricoverava 1.863 pazienti, adesso 824 persone, è li 55% in meno, sono poco più di due pazienti al giorno. Se si guardano le prestazioni ambulatoriali erogate si vede che Menaggio perde terreno ancora. Al poliambulatorio, per visite e diagnosi rispetto al 2024, quando negli anni passati si era cercato di incrementare le attività.
È così anche per le attività di Pronto soccorso (39mila prestazioni nel 2025 contro le 51mila del 2019), detto che l’emergenza urgenza è da più di un anno gestita dai medici esterni reperiti dall’ospedale di Gravedona tramite cooperativa. L’unico reparto che ha il segno più è quello della dialisi, con un numero di accessi che torna ad essere superiore a quanto corrisposto nel 2022.
«Per quanto riguarda il presidio di Menaggio – scrive in una nota l’Asst Lariana - il calo dell’attività è legato a più fattori: da un lato l’apertura dei cantieri per lavori di adeguamento e ristrutturazione, dall’altro è stata effettuata una riorganizzazione, che ha portato lì i piccoli interventi classificati come ambulatoriali (e non ricoveri), garantendo comunque l’attività chirurgica nei tempi previsti dagli ospedali di San Fermo e Cantù».
Per cercare di rilanciare le sorti di un presidio quasi fermo l’Asst Lariana ha bandito l’anno scorso una manifestazione rivolta ai privati, per costruire una società mista intenzionata a investire e reperire personale. È noto che entro la scadenza, a dicembre, sono arrivati degli interessamenti. Il progetto però al momento sta andando avanti in sordina, il confronto è aperto con la Regione che deve decidere come e se andare avanti.
Nel frattempo per la giornata di oggi nel tardo pomeriggio l’Asst Lariana ha convocato l’assemblea dei sindaci del distretto del Medio Lario, tra i punti all’ordine del giorno il «progetto territorio» (già assegnate al Cof di Lanzo le case della comunità di Porlezza e Valle, la gestione di cronici, infermieri di famiglia e telemedicina) e, appunto, il «progetto ospedale».
© RIPRODUZIONE RISERVATA