Percosse e maltrattamenti agli anziani: condannati sette ex dipendenti della Rsa di Dizzasco

Il caso Pene fra i 2 anni e 8 mesi e i 5 anni e 4 mesi per gli operatori socioassistenziali. L’inchiesta era esplosa lo scorso anno a febbraio anche grazie a riprese video: cinque vittime

Dizzasco

Sette condanne con una pena minima di 2 anni e otto mesi ed una massima di 5 anni e 4 mesi. Sono queste le decisioni del giudice dell’udienza preliminare Maria Elisabetta De Benedetto che nel primo pomeriggio di ieri ha letto il dispositivo – in abbreviato – che ha riguardato ex dipendenti socioassistenziali della Rsa “Sacro Cuore” di Dizzasco. Le accuse, nell’ambito di un fascicolo che aveva fatto molto clamore, avevano parlato di maltrattamenti nei confronti di anziani ospiti della struttura, vessazioni che erano state riprese da telecamere che erano state installate dai carabinieri.

Un anno fa, era il febbraio del 2025, la storia era venuta a galla con l’esecuzione delle misure cautelari che erano state chieste dal pm Alessandra Bellù, parte in carcere e parte ai domiciliari. In questi mesi le difese, intervenute dopo gli arresti, avevano anche cercato di trovare intese sui patteggiamenti ma la vicenda processuale è poi arrivata comunque in aula, con il giudizio previsto con il rito abbreviato (e lo sconto di un terzo della pena) che appunto, ieri pomeriggio, ha portato alle condanne che hanno sostanzialmente accolto le richieste della pubblica accusa, anche se con pene complessive solo lievemente più basse.

Le richieste

Il pm aveva invocato infatti condanne per più di trenta anni complessivi mentre il giudice ne ha concessi poco più di 27. Ma ecco le decisioni del gup: 5 anni e 4 mesi per Evelina D’Amico (45 anni), 5 anni e due mesi per Fabrizio Violetti (51 anni), quattro anni di condanna per Guglielmo Bruzzo (34 anni), tre anni e quattro mesi per Paola Garbagnati (49 anni), quattro anni di pena anche per Sabrina Codara (45 anni), tre anni per Florentina Florea, rumena di 45 anni, ed infine 2 anni e otto mesi per Milena Faverzani, 52 anni. Faverzani e Florea hanno visto la pena convertita il lavori di pubblica utilità, quantificati in 1.340 ore per Faverzani e 1.488 ore per Florea. Le posizioni erano in effetti diversa l’una dalle altre, sia per il numero di episodi contestati sia per la gravità valutata dalla pubblica accusa. Il giudice ha anche riconosciuto i risarcimenti provvisionali alle parti civili costituite, compresi 10 mila euro complessivi per il Sindacato Pensionati Italiani della Cgil di Como e della Lombardia. Non si era invece presentata in aula la casa di riposo di Dizzasco che dunque era rimasta fuori dal processo.

La vicenda era nata dalla segnalazione di un ex dipendente. L’uomo aveva raccontato quello che aveva visto nel periodo in cui aveva lavorato dentro la casa di riposo. I fatti erano avvenuti tra il 2024 e il febbraio del 2025. Il caso esplose con fragore quando appunto si carabinieri si presentarono per notificare l’ordinanza di custodia cautelare. Nel corso delle indagini erano state effettuate anche delle riprese video – iniziate il 22 novembre 2024 – che avevano permesso di contare decine di casi di maltrattamenti in circa due mesi. Le accuse parlarono principalmente di azioni in concorso ai danni di cinque ospiti allettati della struttura, tutti collocati nella stessa area della casa di riposo, tre donne e due uomini.

Sofferenza morale

I militari della stazione dei carabinieri di Centro Valle Intelvi con il supporto dei colleghi del Nucleo Investigativo di Como avevano documentato nelle vittime «uno stato di sofferenza morale e psichica» sopraggiunto in seguito a presunte percosse, ingiurie, denigrazioni e umiliazioni.

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