Polpette avvelenate a Leo: soppresso
«Bocconi mangiati in passeggiata»

Il triste caso di un cane meticcio di San Fedele, a Centro Valle Intelvi: «Occorre fare attenzione, c’è qualcuno che lascia appositamente per strada e nei sentieri bocconi con veleno»

Centro Valle Intelvi

Leo, un meticcio tanto bello quanto dolce di 5 anni e mezzo, è stato avvelenato. Solo la soppressione a cui ha dovuto ricorrere il veterinario che lo ha preso in cura per l’urgenza del caso gli ha evitato ulteriori ed atroci sofferenze. Troppo grave l’emorragia interna provocata dal boccone di veleno che aveva ingerito durante la passeggiata serale poco distante l’abitazione dove viveva insieme ai proprietari e ai suoi tre fratelli adottivi in una villetta nella zona residenziale di San Fedele Sopra, in Centro Valle Intelvi.

La soppressione è stata decisa dopo gli esami di laboratorio. La decisione presa solo dopo le continue perdite di sangue e dopo che le cure alle quali il cane era stato sottoposto non avevano sortito alcun effetto. È ancora sconvolta Lynn Nicks, arrivata in Valle d’Intelvi dalla cittadina inglese di Brighton tre anni fa . È bastata una semplice passeggiata e dopo poco più di 24 ore il cane a cui era tanto legata è morto per aver ingerito con molta probabilità veleno per topi. Una delle tante esche disseminate in giro che non lasciano scampo ai roditori, ma neanche ai cani.

Una dinamica semplice e agghiacciante per la sua normalità, che non può e non deve restare impunita. Lynn ha visto morire in un baleno il proprio Leo, cresciuto con amore . Ora resta solo il ricordo di quel meticcio ubbidiente dagli occhi dolci che in questi anni ha ricambiato con affetto la padrona. «Le ultime ore - racconta la signora nel suo italiano stentato sono state strazianti. Ha cominciato a star male quasi subito . Ha iniziato a vomitare e perdere sangue. Lo abbiamo portato subito dal veterinario a Pellio Intelvi che ha sospettato che si trattasse di un caso di avvelenamento».

Una polpetta per topi. Una tipologia di veleno che ha prodotto dopo poche ore i suoi effetti , vomito, poi emorragie interne, fra tante sofferenze prima di portare alla morte . Da qui la decisione presa insieme al veterinario di ricorrere alla soppressione. «L’appello - prosegue la signora - a tutti i possessori di cani che girano nella nostra zona di fare molta attenzione, perchè non si è trattato di una casualità . Siamo sicuri che c’è qualcuno che si diverte a lasciare sostanze velenose».

Non è umano far male volontariamente ad animali indifesi. Un gesto dietro il quale si annida tanta crudeltà gratuita senza alcun scopo. Leo non abbaiava, non era pericoloso, non dava fastidio a nessuno. «Non ho presentato denuncia ai carabinieri. Ma l’appello è anche diretto al comune- conclude - affinchè venga eseguita un’ispezione su tutta la zona per rimuovere eventuali esche velenose».

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