Regina, 25 Aprile tutti in coda: «Situazione insopportabile»
Il caso. Anche ieri la statale è rimasta bloccata ore. Ciclisti e auto fermi per un ingorgo causato da un bus
Tremezzina
Se anche i ciclisti che sfruttano ogni pertugio per infilarsi negli stretti spazi della Regina - non solo dentro le strettoie - ieri mattina hanno dovuto alzare bandiera bianca a Sala Comacina davanti a un bus rimasto per almeno dieci minuti incagliato nel bel mezzo della strettoia, allora c’è davvero di che preoccuparsi per il futuro della statale, soprattutto in vista del fine settimana lungo del 1° maggio e così del maxi ponte dell’Ascensione dal 14 al 17 maggio, festività celebrata in tutti e ventisei i Cantoni svizzeri.
La Regina ieri è capitolata nuovamente sotto la spinta dei bus turistici, dei camper e delle tante auto in transito, riproponendo così seppur in misura minore il canovaccio visto e vissuto venerdì, primo verso campanello d’allarme della stagione estiva (e turistica) 2026.
Le tante istantanee trasmesse dai residenti certificano che già oggi una parte della statale è vicina al punto del non ritorno. Basti pensare - per citare un esempio calzante - che l’ambulanza diretta verso il posto fisso di Argegno - strategico anche a fronte degli ingorghi lungo le strettoie - ha dovuto farsi largo dentro la strettoia di Sala Comacina con un operatore ad indicare la strada chiedendo cortesemente alle auto ed ai mezzi in coda di spostarsi o indietreggiare di qualche centimetro. Se quell’ambulanza fosse stata in sirena, lo scenario non sarebbe cambiato.
E questo deve far scattare l’ennesimo campanello d’allarme. La Regina già oggi è dunque al limite della sopportazione quanto a volumi di traffico, a fronte di un numero rilevante di bus turistici (uno dei quali si è poi reso protagonista di un’improvvida inversione a “u” alla Ca’ Bianca di Griante) nonché di tanti camper, moto e così numerose auto con targhe straniere, nel prossimo fine settimana destinate ad aumentare già da giovedì, con i movieri che non saranno in servizio da venerdì 1° a domenica 3 maggio.
Il vero nodo del contendere è che di fronte a situazioni simili a quelle vissute venerdì e in quota minore ieri non ci sono contromisure. Questo perché quelle possibili sono già state messe in campo.
Ora è necessario che le istituzioni competenti - prefettura in primis con il prefetto Corrado Conforto Galli - riesamino la situazione cercando di apportare i necessari correttivi.
Si potrebbe valutare l’impiego dei movieri nei sabati e domeniche “di punta” come quello della festività dell’Ascensione e così raddoppiare le forze di polizia in campo, magari derogando per quanto possibile ai controlli di rito. In questo momento serve rendere fluida la viabilità, evitando ingorghi e facendo sì che il turismo fatto di bus turistici, camper e roulotte possa convivere con la viabilità ordinaria, ricordando che per altri cinquanta giorni le scuole sono aperte.
Al momento però non si intravedono misure a corto termine, al netto delle buone intenzioni di fermare a Tavernola i bus turistici e di lì proseguire via lago. Non ci sono però né adeguati spazi per la sosta né infrastrutture per intraprendere questo percorso virtuoso. Sentire il parere della Navigazione Laghi sarebbe comunque buona cosa. Così come - al netto della questione dei costi - sarebbe importante anche capire come gli operatori privati via lago possono essere d’aiuto alla causa.
Oggi la Regina è attesa ad un’importante prova del nove, complice il meteo favorevole, con i soliti “nodi” rappresentati dal bivio per la Val d’Intelvi di Argegno e così il semaforo di Tosnacco a Moltrasio che fungeranno da “tappo” sulla via del rientro verso Como. Negli anni si è più volte parlato su come intervenire a Tosnacco per evitare chilometri e chilometri di code, con l’Amministrazione che ad ogni richiesta ha opposto un garbato “no” o meglio ha subordinato lo spegnimento dell’impianto ad un presidio fisso sulle due strade comunali che si immettono sulla Regina. Sarebbe opportuno tornare sull’argomento. L’altro tema forte riguarda l’ordinanza Anas, che a questo punto andrebbe ricalibrata (in attesa dell’udienza al Tar del prossimo 20 novembre) magari provando ad allungarne l’efficacia sino a Laglio, al bivio tra la Regina e la strada “bassa”. Tentare non costa nulla, anche se è evidente che in quel punto il dietrofront per i mezzi pesanti è tutt’altro che agevole. Infine la questione della segnaletica verticale, totalmente inefficace e oggettivamente tutt’altro che chiara nei contenuti già a partire da Tavernola. Anche qui bisogna intervenire al più presto.
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