Regina, la beffa degli allargamenti: il no di Anas alla strettoia di Colonno

Il caso Nessun intervento per il muro che fa capo alla chiesa parrocchiale: costerebbe troppo. Via libera invece all’eliminazione di uno sperone di roccia e di una porzione di terreno privato

Colonno

«Per il muro di recinzione che fa capo alla chiesa parrocchiale, l’intervento non viene preso in considerazione in ragione dell’alto costo».

Nel bel mezzo della nostra campagna di mobilitazione, che venerdì ha toccato anche Colonno attraverso la distribuzione di decine di t-shirt con la scritta “Tremezzina, basta traffico!”, non è passato inosservato il fatto che tra gli interventi di allargamento proposti dai Comuni ad Anas - coordinati per la fase tecnica dall’Amministrazione - la stessa Anas ha deciso di scartare quello maggiormente impattante in fatto di garantire un po’ di respiro al traffico. Il riferimento è all’allargamento in corrispondenza del muro che si trova a metà della strettoia in centro paese, noto per ospitare i pannelli per la propaganda elettorale. Muro peraltro malconcio.

Le ipotesi

Il “no” di Anas per questioni economiche non è passato inosservato a fronte per contro del via libera per l’abbattimento di uno sperone di roccia all’ingresso del paese e di un’altra porzione attigua di ben più modeste proporzioni, previo nullaosta del privato.

«Tutti gli interventi saranno interamente finanziati da Anas, che assumerà il ruolo di soggetto attuatore, occupandosi della progettazione esecutiva, dell’affidamento e dell’esecuzione dei lavori, nonché del collaudo finale», il passaggio clou della nota vergata al termine dell’incontro tra Anas, Amministrazione provinciale e Comuni ospitato lo scorso 4 maggio a Villa Saporiti.

Le bocciature

Anas che sicuramente avrebbe potuto e dovuto fare di più, soprattutto perché gli interventi giudicati ammissibili e dunque meritevoli di finanziamento in realtà sono ancora sub iudice in attesa del via libera dei privati, peraltro tutt’altro che scontato. Se così non fosse si aprirebbe l’ennesimo braccio di ferro, che richiederebbe tempo. Lungo la Regina il tempo è finito da un pezzo. Peraltro Anas ha chiesto ai Comuni di bussare alle porte dei privati per le autorizzazioni del caso. Nel caso del muro che fa capo alla chiesa parrocchiale l’iter sarebbe stato più semplice, visto l’assenso di massima (questo quanto si è appreso) già espresso dalla parrocchia, previe verifiche del caso ovviamente con la Diocesi. Così non sarà visto che l’intervento è stato cestinato.

La convenzione tra Anas, Amministrazione provinciale e Comuni sta girando per le firme del caso. Non tutti i sindaci l’hanno ancora sottoscritta. L’obiettivo è iniziare i lavori in sei mesi. Certo è che ci si sarebbe potuti concentrare, almeno a Colonno, su questo intervento tralasciando o meglio posticipando in una seconda fase speroni di roccia e spigoli di abitazioni (come quello sopra le Poste).

Sempre a Colonno - la cui risposta venerdì in termini di adesione alla campagna de “La Provincia” è stata davvero importante - Anas ha detto “no” anche alla realizzazione del camminamento lato lago verso il cimitero (davanti al cantiere della variante), in quanto l’intervento «risulta oneroso sotto il profilo economico e non realizzabile in tempi brevi». Eppure il Comune l’aveva indicata come priorità inderogabile.

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