Rogo di notte, condominio evacuato: marito, moglie e figli all’ospedale

Cremia L’emergenza alle 2 di ieri. Quattro famiglie fuori casa. I vicini si offrono di ospitare le persone in difficoltà

Incendio, nella notte fra Natale e Santo Stefano in frazione Vignola, il centro paese, dove poco dopo le 2 ben quattro famiglie sono state svegliate di soprassalto dalle fiamme.

Immediato l’allarme, con più squadre di vigili del fuoco di Dongo che hanno raggiunto la frazione e iniziato le operazioni di spegnimento dopo aver scongiurato il rischio che il rogo intaccasse i piani superiori del condominio interessato o immobili nelle vicinanze.

L’intervento, non semplice e si è protratto fino alle 7.30 quando le condizioni di sicurezza sono state ripristinate appieno.

In piena notte, come detto, è stato necessario evacuare tutte e quattro le famiglie che abitano il complesso intaccato dall’incendio: la più coinvolta è la famiglia Ferraro, composta da marito, moglie e due figli, che è dovuta ricorrere ad accertamenti ospedalieri per aver respirato monossido di carbonio; tutti e quattro i componenti sono stati trattenuti una notte in osservazione.

Anche il sindaco Diego Manzi, è salito a Vignola per prendere consapevolezza dell’accaduto: «Al di là del ricovero, risoltisi per fortuna in fretta, della famiglia più colpita, non si sono registrati feriti e questa è di per sé una notizia positiva – esordisce il primo cittadino – Le fiamme, tuttavia, hanno lasciato un segno pesante».

«L’appartamento al piano terra è stato danneggiato e la famigliola che lo abita non possiede altri immobili e non ha nemmeno parenti nelle vicinanze. Anche le altre famiglie sono fuori casa, ospiti in via provvisoria di parenti»ha aggiunto Manzi.

Già quest’oggi dei tecnici incaricati provvederanno alle necessarie verifiche strutturali sull’immobile: «La speranza è che l’edificio non risulti compromesso e le tre famiglie che occupano gli appartamenti ai piani superiori possano rientrare – aggiunge Manzi – Più complicata la situazione dei Ferraro, che si trovano con la casa seriamente compromessa. È confortante, comunque, la solidarietà manifestata dal vicinato: in attesa di una soluzione diversa, in parecchi si sono detti pronti ad ospitare la famiglia rimasta provvisoriamente senza un tetto».

Ancora da individuare con esattezza la causa del rogo: potrebbe essersi verificato un cortocircuito in lavanderia, ma per ora è solo un’ipotesi.

Provvidenziale il segnalatore che ha emesso un suono nel momento in cui è saltata la corrente: il capofamiglia l’ha udito e si è accorto in tempo delle fiamme, svegliando moglie, figli e inquilini dei piani soprastanti, permettendo così di lasciare i locali per tempo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA