Rubano un’auto e investono due ciclisti. Autista arrestato, gravissimo un ferito

Brienno Un uomo di Dizzasco era su una Suzuki sottratta a Ramponio, con lui una ragazza. Poi il dramma sulla Regina: la Polizia Stradale l’ha arrestato per le lesioni e il furto del mezzo

Lettura 1 min.

Brienno

Deve rispondere di lesioni stradali gravissime e furto d’auto il trentenne di Dizzasco che ieri mattina dopo aver rubato una “Suzuki Samurai” parcheggiata a Ramponio - jeep di proprietà di un cinquantunenne del posto molto conosciuto - si è schiantato a Brienno lungo la Regina subito dopo l’ex Mulino contro due ciclisti, mandando entrambi all’ospedale in condizioni serie, uno dei due addirittura in pericolo di vita. La folle mattinata gli è costata l’arresto dopo essere transitato dal Pronto soccorso del Sant’Anna. Ora è al Bassone.

Tutto si è svolto tra le 6.15 e le 8.05. Dapprima è avvenuto il furto della jeep a Ramponio, il trentenne di Dizzasco - a bordo c’era anche una ragazza ventenne - in evidente stato di alterazione ha imboccato la Regina dal bivio di Argegno, collezionando (stando al racconto di alcuni testimoni) una serie di sorpassi azzardati in direzione Como, l’ultimo dei quali ha innescato lo schianto contro i due ciclisti. Schianto che - secondo le poche informazioni filtrate ieri - sarebbe stato ripreso nei suoi singoli fotogrammi da una telecamera del sistema di videosorveglianza comunale di Brienno, che fa capo alla polizia locale di Tremezzina.

Secondo quanto sin qui ricostruito dalla Polstrada di Sala Comacina - giunta in forze (ben cinque agenti) sul posto - la Jeep (della quale nel frattempo il proprietario aveva denunciato il furto ai carabinieri di Centro Valle Intelvi) in curva ha dapprima urtato un furgone, con la vettura senza controllo che è finita contro il muro a bordo strada prima di schiantarsi contro i due ignari ciclisti, di 63 e 71 anni, fermandosi contro un’altra vettura, a bordo della quale viaggiava una ragazza, residente ad Alta Valle Intelvi.

I due ciclisti - un sessantatreenne di Laglio ed un settantunenne di Carate Urio - sono stati subito soccorsi dalle Croce Rosse di Cernobbio e di San Fermo della Battaglia. In supporto anche le automediche della Croce Rossa e della Croce Medica Milano e così dell’elisoccorso, atterrato sulla piazzola di Argegno dopo aver verricellato lungo la Regina con la consueta perizia l’equipe medica. Uno dei due ciclisti (il settantunenne di Carate Urio) è stato trasportato poi con l’elisoccorso all’ospedale di “Circolo” di Varese. Le sue condizioni erano giudicate al momento dell’arrivo al nosocomio varesino molto serie, tanto da risultare in pericolo di vita. Il secondo ciclista - residente a Laglio - è invece stato trasportato in “codice giallo” all’ospedale Sant’Anna con la frattura (questo quanto si è appreso) del femore nonché traumi e contusioni. Le operazioni di soccorso sono durate a lungo, a riprova della gravità dei traumi subiti dai due ciclisti. Sul posto anche il personale Anas.

Pesantissime le ripercussioni sulla viabilità della Regina in un orario peraltro di punta, dove al traffico dei pendolari si sono sommati anche i tanti bus turistici diretti verso la Tremezzina e il pontile dei traghetti di Griante-Cadenabbia. Solo la presenza in forze della Polstrada ha evitato una volta riaperta la statale dopo i rilievi del caso guai ben più seri alla viabilità, con un agente di polizia locale di Tremezzina presente nelle strettoie tra Sala e Ossuccio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA