«Senza l’ordinanza sui bus turistici traffico paralizzato per sei mesi»

Viabilità. Il comandante della Polizia locale Castelli non ha dubbi sulla necessità del provvedimento: «Togliendo le limitazioni ai bus sarebbe la paralisi della Regina». Il Tar si esprimerà il 20 novembre

«Non ci sono vie di mezzo. Senza l’ordinanza, la conseguenza non può che essere la paralisi della viabilità almeno sei mesi l’anno. Non è solo una questione di lunghezza e di ingombri dei bus turistici dentro le strettoie. Ci sono altri punti in cui un bus rientrando verso Como causerebbe code, che nell’ora di punta assumerebbero le proporzioni purtroppo già viste in passato”.

Non ha dubbi il comandante della polizia locale di Tremezzina Massimo Castelli a due settimane dall’udienza di merito al Tar (udienza fissata il prossimo 20 novembre) rispetto al ricorso presentato da “Sistema Trasporti” e “Zani Turismo” contro l’ordinanza Anas che tutti gli anni (sino alla fine del cantiere della variante della Tremezzina) regola dal 15 marzo al 15 novembre il transito nella sola direzione nord dei bus turistici e così contempla il divieto diurno tra Colonno e Ossuccio per il passaggio dei mezzi pesanti sopra gli 11 metri.

La posizione di Artusa

Mercoledì, al nostro giornale, il presidente nazionale di “Sistema Trasporti” Francesco Artusa ha nuovamente posto l’accento sul fatto «i periti (il riferimento è alla perizia chiesta dal Tar, ndr.) hanno scritto che tra un mezzo di nove metri ed uno di dodici metri nelle curve dentro il perimetro dell’ordinanza non c’è alcuna differenza». Questo per dire che code e ingorghi non sarebbero in alcun modo addebitabili ai bus turistici. Tesi che ovviamente ovviamente non trova d’accordo il comandante della polizia locale di Tremezzina.

«D’accordo ma la Regina non è rappresentata solo dalla singola curva o dalla singola strettoia. Non serve essere esperti di mobilità e trasporti per capire che se dieci pullman turistici rientrano nel pomeriggio verso Como, la conseguenza è la paralisi del traffico - aggiunge Castelli -. Cito il punto in corrispondenza del “Musa” a Sala Comacina. Lì l’ingorgo è assicurato. L’ordinanza è determinante per la “nostra” statale. La soluzione che è stata trovata è equilibrata e salvaguarda gli interessi di tutti, residenti, turisti, autisti e società cui fanno capo i pullman. E’ stato trovato un punto di equilibrio anche con gli autotrasportatori. Mi auguro che le decisioni già in essere vengano confermate dal Tar».

La Regina viaggia (per rimanere in tema) nell’ordine dei 15 mila transiti giornalieri da aprile ed ottobre, mentre nei mesi estivi vi sono stati picchi di 17-18 mila passaggi nell’arco delle ventiquattro ore.

La presenza della Polstrada

E’ evidente che l’ordinanza è strategica dentro queste dinamiche così come lo è la presenza della Polstrada di Sala Comacina e così dei controlli interforze, dei movieri (il cui contratto è in vigore sino a fine ottobre 2027) e dei semafori intelligenti, con le tre lanterne in direzione nord di Colonno, Sala e Ossuccio che nei prossimi mesi saranno spostate all’esterno del centro abitato per Colonno e Sala Comacina e sul confine tra Tremezzina e Sala per quel che riguarda Spurano.

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