Spacciavano dalla finestra di casa: due condanne a 6 e 5 anni

Lenno Paolo Bordoli e Michele Ortelli processati con rito abbreviato. Il padre di Bordoli invece è stato rinviato a giudizio, udienza a ottobre

Lenno

Due condanne con il rito abbreviato e un rinvio a giudizio. Si è tenuta ieri mattina l’udienza preliminare nata da una operazione dei carabinieri della Compagnia di Menaggio – tra la stazione di Tremezzina e i colleghi dell’Aliquota Operativa – che aveva portato ad indagare su un giro di spaccio che avveniva a Lenno, con base operativa in una casa che si trovava tra l’altro molto vicina alla caserma dell’arma che aveva iniziato (all’insaputa degli indagati) attività di monitoraggio e di ripresa con video.

Paolo Bordoli, 40 anni, residente a Lenno, ha rimediato 6 anni e 8 mesi già comprensivi dello sconto di un terzo della pena per il rito scelto, l’abbreviato. L’amico, Michele Ortelli di 48 anni, è stato condannato a 5 anni e 4 mesi (sempre già comprensivi dello sconto per il rito) mentre il padre di Bordoli, Giulio (63 anni), cui venivano contestati solo due episodi, è stato rinviato a giudizio con la data dell’udienza dibattimentale fissata per il mese di ottobre. Le decisioni sono state prese dal gup Chiara Comunale e gli imputati erano tutti presenti in aula. La pubblica accusa, con il pm Valeria Anna Zini, aveva chiesto pene di poco più alte, sopra ai sette anni.

La vicenda era emersa con l’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare a carico di Paolo Bordoli, che è ancora in carcere. L’uomo era sospettato, dopo una iniziale segnalazione arrivata dai carabinieri di Menaggio, di essere il cardine attorno a cui ruotava una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti a Lenno, ovvero cocaina, hashish, marijuana ma anche Mdma. Consegne che avvenivano direttamente dalla finestra di casa, in via Statale, oppure dal retro in via Antica Regina, in entrambi i casi a pochi metri dalla caserma dei Carabinieri di Tremezzina.

Il quarantenne non sapeva però che proprio i carabinieri stavano indagando su di lui dalla fine del 2024, arrivando anche a collocare più telecamere puntate sulla casa, davanti e dietro. Occhi elettronici che avevano permesso, in non più di un paio di settimane, di monitorare almeno 37 presunte cessioni di stupefacenti, molte delle quali poi verificate. Nell’esecuzione della misura, nei guai era finito anche un amico, Michele Ortelli appunto, sorpreso in flagranza di reato e in possesso di diversi grammi di stupefacente.

Le perquisizioni effettuate avevano infine permesso di recuperare 4.600 euro, 26 grammi di cocaina, poco meno di un chilo di hashish e 750 grammi di marijuana. Perquisite abitazioni ma anche – con esito negativo, non avendo trovato nulla di interesse investigativo – il Lido di Griante all’esterno del quale erano state monitorate cessioni.

Tanti anche i clienti che erano stati ascoltati in fase di indagine, che avevano indicato proprio nella casa di Lenno il punto dove si rifornivano di stupefacenti, spesso con un semplice passaggio di sostanza e contanti dalla finestra o nel parcheggio vicino a casa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA