Tre incendi dolosi: devastati i boschi di Val Rezzo
L’allarme Le fiamme su quasi cinquanta ettari di terreno hanno impegnato i volontari del corpo antincendio
Lettura 1 min.Val Rezzo
Tre incendi uno dietro l’altro, tutti inequivocabilmente dolosi, nello stesso luogo. Tutti appiccati col favore del vento, col proposito, dunque, di devastare.
Nella serata di domenica l’allarme è scattato attorno alle 19 poco sotto San Lucio. Una ventina di uomini del corpo antincendio della Comunità montana sono subito saliti in quota per limitare i danni e dopo cinque ore di operazioni hanno domato il rogo, che si è mangiato una decina di ettari di suolo. Subito dopo, tuttavia, in località Pastura, poco più in basso, sono divampate nuove fiamme e i volontari della squadra comunitaria sono tornati in montagna.
Il vento era più forte ed è risultato più difficile e anche rischioso riuscire ad avere la meglio sul nuovo incendio, che stavolta si è divorato 30 ettari di territorio; grazie alle squadre intervenute è stato comunque possibile evitare che le fiamme raggiungessero la pineta. Un presidio di uomini è rimasto sul posto a controllare e a scongiurare che qualche focolaio potesse riattivarsi, poi, è entrato in azione un elicottero che ha fatto la bonifica facendo la spola tra il Ceresio e la Val Rezzo.
Gli interventi
Ma nel pomeriggio di lunedì ecco il terzo rogo sopra Seghebbia, che ha costretto gli uomini dell’antincendio a fare davvero gli straordinari. Con un vento ancora sferzante che alimentava le fiamme, chi è intervenuto ha dato ancora una volta prova di competenza e tenacia, contendo in meno di dieci ettari la superficie bruciata; alle 21 è stato possibile scrivere la parola fine a questa assurda sequela di fuoco in quota. Questa la nuda cronaca di una notte e una giornata di fuoco in senso letterale.
La situazione
Il primo messaggio agli instancabili volontari è arrivato dal sindaco di Val Rezzo, Tania Violetti. Poche parole, ma fin troppo eloquenti: «Grazie a tutti per il grande lavoro svolto».
Per il resto c’è solo da registrare, come detto, un triplice gesto sconsiderato. Mai, nel territorio, era capitato di dover far fronte a tre roghi consecutivi nello stesso Comune. Un’esperienza estenuante per i volontari della squadra comunitaria: oltre 45 ettari di suolo andati in fumo, diciassette ore di operazioni; c’è chi ha dormito dieci minuti in sede, qualcun altro nemmeno quelli perché poi è dovuto andare al lavoro. Questi sono i preziosi volontari dell’aib (antincendio boschivo) della Comunità montana.
Per contro c’è qualche mano ignota che si diverte invece a scatenare l’emergenza. Era successo meno di un mese fa anche sulla montagna di Montemezzo, a ridosso delle case di Montalto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA