«Troppi escursionisti superficiali. Meteo imprevedibile, serve prudenza»

Plesio Sabato e domenica due operazioni di soccorso in alta quota per il cattivo tempo. La guida alpina Claudio Pozzi: «Portare più indumenti e soprattutto dotarsi di gps»

Plesio

Sabato sul Bregagno (2.100 metri di quota) e domenica in Grona (1.736 metri). Il Soccorso alpino è stato chiamato agli straordinari per recuperare due escursionisti che, in maniera un po’ imprudente, si sono avventurati in alta quota con condizioni meteo annunciate poco favorevoli.

E ancora emerge l’annosa questione dell’opportunità di usare maggior saggezza, anche per non mettere in pista sempre la macchina dei soccorsi, che comporta energie e costi. Claudio Pozzi, guida alpina di Pianello del Lario, è tra coloro che sono saliti sabato al Bregagno in aiuto del 35nne peruviano che, avvolto fra nebbia e tormenta, aveva perso anche il senso dell’orientamento: «Avventurarsi in alta quota in una giornata come quella di sabato rivela una certa imprudenza – ammette l’esperto – . Noi stessi abbiamo notato che le nostre tracce sparivano in fretta, cancellate dalla neve che cadeva. Il disperso, tuttavia, è stato bravo nel riuscire a trasmetterci le sue coordinate e a rimanere dov’era, come gli avevamo suggerito. Così siamo riusciti a individuarlo in breve tempo, cosa non affatto scontata con quelle condizioni meteo, che non permettevano per niente di orientarsi».

Malore

Diversa la situazione il giorno dopo sulla Grona, con un ragazzo di 24 anni salito in vetta da solo che alle 17 ha chiamato i soccorsi dicendo di accusare un malore. A quell’ora, peraltro, scendere dal monte Grona innevato in questa stagione non è consigliabile ad alcuno: «Non ho preso parte a questo intervento e non conosco i dettagli – premette Pozzi – ma posso confermare che in presenza di neve e ghiaccio in Grona è molto più difficile scendere che salire».

Per recuperare il giovane è stato necessario l’intervento dell’elicottero del 118 di Sondrio, con il giovane issato col verricello a bordo del velivolo e trasportato all’ospedale di Gravedona in codice giallo, in attesa che i sanitari accertassero le sue condizioni. Al di là delle solite raccomandazioni sull’equipaggiamento, la guida alpina pianellese sottolinea soprattutto i rischi derivanti da un meteo sempre più imprevedibile: «In qualsiasi stagione, anche in estate, le condizioni meteo possono mutare in pochi minuti con eventi anche violenti, che in quota risultano ancora più amplificati – afferma Pozzi – Mettere qualche indumento in più nello zaino non è mai sconsigliato, ma il mio suggerimento è soprattutto quello di dotarsi di gps o, comunque, di scaricare delle applicazioni sul telefono che consentano di conoscere la propria posizione e capire come muoversi: ce ne sono di gratuite e a pagamento e le ritengo utilissime. Ovviamente – aggiunge l’esperto – occorre pianificare l’uscita da casa, perché in quota, nei momenti di difficoltà, diventa tutto più complicato, anche semplicemente pigiare un tasto del telefono».

Massima attenzione

La montagna, insomma, richiede la massima attenzione. Oltre a mettere a repentaglio la propria incolumità, chi si avventura in alta quota senza aver tenuto conto di tutte le precauzioni obbliga a mettere in moto una macchina dei soccorsi che, magari, potrebbe servire altrove in quel momento. «La montagna è bellissima – conclude Pozzi – ma non mai sottovalutata».

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