Vandali nella chiesa di Porlezza. Danni per cercare pochi spiccioli
Tavordo. Prima hanno tentato di forzare la cassetta delle offerte, poi colpito oggetti sacri
Lettura 1 min.G. Riv.
Grave atto di vandalismo, ieri, nella chiesa della Beata Vergine di Caravaggio a Tavordo. Transitando in auto una residente ha visto in faccia un uomo che socchiudeva il portone della chiesa con le mani dietro la schiena, per riuscire a controllare la strada. La donna, insospettita, è ripassata poco a piedi e all’interno ha trovato l’amara sorpresa: qualcuno aveva tentato di forzare la cassetta delle offerte delle candele, usando verosimilmente dapprima il grande porta cero in ferro battuto, che non a caso era a terra ridotto in più pezzi, e poi grosso candeliere in ottone.
Non riuscendo nell’azione, si è allora concentrato sulla teca delle reliquie, ritenendo forse che potessero avere un valore anche materiale. Il vetro della teca è andato in frantumi e a terra c’erano ancora alcune delle reliquie. L’episodio è avvenuti attorno alle 13 e sul posto sono giunti subito i carabinieri della Compagnia di Menaggio, che hanno provveduto a compiere i primi accertamenti. E’ un atto che ha molto indignato e amareggiato la comunità di Tavordo, che nella chiesetta della frazione vede da sempre un punto di riferimento non solo religioso. L’edificio risale al ‘700 e venne costruito proprio per volontà degli abitanti di Tavordo e poi del tutto restaurato nel secolo scorso. Di fianco, all’esterno, è presente anche una riproduzione della grotta di Lourdes.
Poco più di un anno fa i vandali sui erano già accaniti proprio contro la grotta, buttando grosse pietre nello stagno, col rischio di danneggiare il fondo. In precedenza un gruppo di ragazzi non aveva trovato di meglio da fare che lanciare delle uova contro la facciata della chiesa, imbrattandola. Stavolta a prenderla di mira sono stati i ladri: pur sapendo benissimo che dentro la cassetta delle offerte per le candele non ci possono certo essere chissà quali somme, ignoti hanno cercato in tutti i modi di forzarla, rompendo poi la teca delle reliquie e portandosi via quelle ritenute più preziose.
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