Variante, altra grana: bisogna spostare anche l’acquedotto

Lenno Il tracciato della strada obbliga a modificare l’attuale sistema delle captazioni idriche nel paese. Incontro in Comune settimana prossima con Anas e Sis

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Lenno

Già subito dopo l’annuncio della ripresa dei lavori per la variante da settembre con 200 (e più maestranze) il Comune di Tremezzina ha convocato una riunione con l’Anas e il Consorzio Sis per la prossima settimana, finalizzata a meglio perimetrare le fasi del cantiere che interesseranno i quattro Municipi di Ossuccio, Lenno, Mezzegra e Tremezzo, anche se al momento senza entrare troppo nel dettaglio dei contenuti.

Partite delicate

Di sicuro è in Tremezzina che la variante affronta una delle sue partite più delicate sia per gli imbocchi di Ossuccio (il riferimento è alla galleria principale ed alla galleria di servizio “Comacina”), con l’accesso alla galleria che dovrà avvenire tramite una teleferica (già autorizzata da Tremezzina) sia per il tratto a cielo aperto di Bonzanigo di Mezzegra, ma anche - o forse soprattutto - per le captazioni idriche di Lenno.

Qui si gioca una partita di assoluto rilievo dentro le dinamiche dell’intera infrastruttura,tanto che da tempo sono in corso contatti con l’ufficio tecnico.

Questo perché il tracciato della variante obbliga a modificare l’attuale sistema delle captazioni idriche a Lenno, con Anas, impresa e Comune che si sono già interfacciate per mettere a punto un progetto che prevede una rimodulazione del sistema, realizzando una stazione di pompaggio in corrispondenza della foce del torrente Pola (in un’area adiacente all’imbarcadero della NaviComo).

La stazione di Lenno fornirà acqua al serbatoio della “Campagnola” (non distante dal piazzale dell’Abbazia dell’Acquafredda) - si tratta del principale serbatoio di Lenno - e così a quello dell’acquedotto Tremezzina, ubicato a Mugnano (Mezzegra).

Il tema sensibile e che potrebbe creare difficoltà è rappresentato dai percorsi che, dalla stazione di pompaggio attraverso il torrente Pola, portano alle vasche, perché il tracciato proposto da Como Acqua interessa, soprattutto per raggiungere il serbatoio “Campagnola”, diversi terreni privati. E qui si innesterebbe dunque il tema dei rapporti con i proprietari delle aree, di non facile gestione.

C’è un altro aspetto della vicenda che qualcuno ha rispolverato già mesi fa, parlando proprio delle captazioni idriche di Lenno da spostare e cioè che quando il progetto era stato presentato in Tremezzina nel lontano 2008 non si era accennato al tema delle captazioni, salvo poi mettere nero su bianco un’osservazione a riguardo a firma dell’allora ufficio tecnico di Lenno.

La teleferica

Anche la partita della teleferica è ancora tutta da definire, nonostante il primo nullaosta ricevuto.

Anche in questo caso, inclusa la strada di accesso (che ad oggi rappresenta il principale nodo del contendere), di mezzo ci sono privati. Insomma ci sono parecchi temi ancora tutti da affrontare.

C’è poi anche un altro argomento e riguarda le modalità di accesso al cantiere da Tremezzo. Le ultime migliorie apportate al progetto sembrano aver ridotto invece l’impatto e l’inquadramento dell’attraversamento del torrente Perlana tra Ossuccio e Lenno, che tiene conto anche della prospettiva che si può notare dalla Madonna del Soccorso.

Le preoccupazioni iniziali sembrano in questo caso essere rientrate. Dunque al momento almeno questo argomento pare aver incontrato il consenso tra tutte le parti in causa.

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