Variante, ora spunta l’incognita di Tirano

Il caso Le opere sul lago passano in secondo piano rispetto all’intervento in Valtellina in vista delle Olimpiadi

Colonno

C’è un’altra importante incognita con cui deve fare - suo malgrado - i conti il travagliato iter della variante della Tremezzina ed è rappresentata da un’altra variante, quella di Tirano, che ha come comun denominatore la medesima impresa ovvero il Consorzio Sis, considerato che l’appalto per la strada valtellinese è stato aggiudicato ad Inc Spa di Torino, che detiene il 50,90% delle quote del Consorzio Sis.

Una variante, quella di Tirano, che è pieno titolo annoverata tra le opere olimpiche (il riferimento è alle Olimpiadi invernali sull’asse Milano (Valtellina-Cortina) e che in quanto tale dovrà essere ultimata prima della cerimonia di apertura, fissata per il 6 febbraio 2026.

I tempi stringono

Durante il sopralluogo istituzionale effettuato lo scorso 1° agosto, è stato ribadito che la variante (o tangenziale) di Tirano sarà completata prima delle Olimpica e per fare ciò al lavoro ci sono 220 maestranze. Sopralluogo cui ha partecipato anche il commissario straordinario per il Governo, l’ingegner Nicola Prisco, sino a metà luglio responsabile Territoriale Anas Lombardia, dunque direttamente coinvolto anche nelle dinamiche legate al cantiere della variante della Tremezzina.

Il Consorzio Sis già da tempo - secondo le poche informazioni filtrate - avrebbe dirottato su Tirano maestranze e macchinari. Questo perché l’opera olimpica ha la priorità assoluta in questa fase. Ora l’elemento di novità è costituito dal fatto che con l’obiettivo della fine lavori a Tirano fissato per fine 2025 o al massimo per la metà di gennaio 2026 servono tutte le forze possibili concentrate su questa infrastruttura. Dunque il rischio concreto è che la variante della Tremezzina almeno per altri quattro mesi finisca in secondo piano. Per questo andranno monitorati con attenzione gli scenari in essere soprattutto dalla metà di settembre in poi.

Se per quella data non si avrà contezza di una ripresa su larga scala delle “volate” tramite esplosivo - che comunque a Colonno potrebbero proseguire nell’ordine di una ogni settimana-dieci giorni - allora quelle che oggi sono indiscrezioni potrebbero rappresentare l’ennesima cruda realtà con cui la variante della Tremezzina suo malgrado sarà costretta a confrontarsi. All’ultimo sopralluogo di Tirano hanno partecipato anche Matteo Castiglioni, neo responsabile della Struttura Anas Lombardia e l’ingegner Giancarlo Luongo, quale responsabile dell’area Nuove Opere di Anas Lombardia, entrambi parti in causa anche della variante della Tremezzina.

Il cantiere

Prima che il cantiere della variante della Tremezzina muova i primi passi - formalmente è stato riaperto da lunedì - dopo la pausa agostana, è bene che si faccia chiarezza su ciò che l’impresa ha intenzione di porre in essere alla luce di quanto dichiarato dall’ingegner Nicola Prisco durante il sopralluogo a Tirano e cioè che dei 750 metri della galleria naturale all’inizio di agosto ne mancavano meno di 240.

E visto che il tempo stringe lì potrebbero essere concretamente concentrate da qui ai prossimi quattro mesi forze e risorse dell’impresa. Giusto dunque fare chiarezza.

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