Alberto, il dolore dei familiari: «Una persona sempre positiva»

Colverde Morto a 36 anni per un arresto cardiaco nella notte di Pasqua. Sarà sottoposto a biopsia. Il funerale la settimana prossima a Bizzarone

È stata una Pasqua di dolore, a Parè, per la morte del giovane Alberto Maccarrone, 36 anni, ex batterista, deceduto per arresto cardiaco a Orciano Pisano, in Toscana, dove si era trasferito da circa un anno mezzo con la sua compagna Cecilia Nigro. Qui lavorava per una ditta nel settore dell’idraulica, ma lunedì prossimo, 8 aprile, avrebbe dovuto cambiare lavoro perché era stato assunto dall’impresa “2i Rete Gas” che si occupa della distribuzione di gas naturale per usi civili e industriali. Era molto contento tant’è che aveva inviato un messaggio alla sua mamma, la signora Laura Mascetti, dicendole: «Ho firmato il contratto e martedì entrerò a lavorare come dipendente di questa grande impresa toscana».

«Era felice in Toscana»

Alberto Maccarrone è morto nel giorno di Pasqua. Si è sentito male nel pieno della notte. A prestare i primi soccorsi è stata la sua amata Cecilia, compagna conosciuta durante i viaggi che lo portavano a Milano per lavoro. Con lei ha vissuto un periodo di tempo a Parè, finché entrambi non hanno deciso di trasferirsi a Orciano Pisano , un piccolo borgo rurale la cui ricchezza è costituita dalla presenza di colline argillose.

Per Alberto si era realizzato il suo grande desiderio di vivere in Toscana, terra che di cui era rimasto affascinato da quando ancora ragazzo vi si recava con la famiglia, papà Alfio, mamma Laura e sorella Eleonora, a trascorrere le vacanze sulla spiaggia di Punta Ala, frazione del Comune di Castiglione della Pescaia, nella provincia di Grosseto. «Essere approdato in Toscana per Alberto - afferma il papà Alfio , professore di tecnologia nelle scuole secondarie di Faloppio, in pensione da circa 15 anni - sembrava aver toccato il cielo con un dito. Era felice e da ragazzo estroverso, sempre sorridente e amante della vita qual era si era creato anche qui una bella cerchia di amici e amiche che gli hanno reso omaggio con un lungo necrologio».

Alberto, avvertite le prime avvisaglie del malore, è stato sottoposto per circa tre ore a massaggi cardiaci, ma il suo destino era ormai segnato e alle 4 del mattino è morto nell’ospedale Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana. È qui che si sono precipitati papà e mamma giorno di Pasqua, partiti lo stesso giorno per dare l’estremo saluto al loro amato Alberto. E di lì a poco è arrivata in macchina anche la sorella Eleonora, medico di medicina generale dal 2023 negli ambulatori di Drezzo, Gironico, Parè e Faloppio. La salma del povero Alberto si trova ora nell’ospedale per l’esame bioptico, ovvero la biopsia, dell’organo cardiaco al fine di avere informazioni sull’origine della patologia.

L’ultimo saluto

Dopodiché la salma verrà cremata e l’urna con le ceneri, affidata alla compagna Cecilia, raggiungeranno domenica prossima, 7 aprile, la camera mortuaria Cincera, a Bizzarone, dove rimarrà esposta fino a martedì per l’ultimo saluto da parte di coloro che l’hanno conosciuto, ammirato e apprezzato per il suo modo allegro di vivere. Nella stessa camera mortuaria verrà celebrato il rito religioso di addio. Le ceneri verranno tumulati nel cimitero di Drezzo accanto alla tomba della nonna Bianca Zannattio, vedova Mascetti.

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