Altra tentata truffa del finto carabiniere. Ma la vittima chiama i veri militari

Limido La richiesta via telefono: «Venga subito a firmare atti urgenti al comando di Varese» - L’uomo si è insospettito e si è rivolto alla stazione di Mozzate: «Non vada, la vogliono derubare»

Limido Comasco

Nella Bassa la truffa, e il conseguente tentato furto, corrono sul filo. L’ultimo episodio è avvenuto nei giorni scorsi in paese: da una prima ricostruzione dei fatti, un residente, attorno alle 13, ha ricevuto una chiamata sul fisso da un sedicente carabiniere che lo invitava a presentarsi immediatamente a Varese per la notifica di un atto. Il cittadino preso di mira dai malviventi si rende però subito conto che qualcosa non quadra e risponde dicendo di voler prima chiamare i carabinieri di Mozzate, per chiedere spiegazioni, a quel punto i truffatori riattaccano subito.

Dopo essersi rivolto ai carabinieri mozzatesi, il limidese ha avuto conferma che si trattava di un trucco per farlo allontanare da casa e, approfittando della sua assenza, cercare di mettere a segno un furto.

Di recente, a Lomazzo, degli sconosciuti, in almeno un paio di occasioni, si sono spacciati per operatori della polizia locale, invitando al telefono alcune persone a uscire di casa per recarsi in comando per degli urgenti chiarimenti, a renderlo noto è stato l’assessore alla sicurezza Claudio Taormina, che è anche tra i responsabili del locale gruppo del Controllo di vicinato. I responsabili della polizia urbana avevano poi chiesto subito ai cittadini di rientrare nelle loro abitazioni.

Il sospetto è infatti che si trattasse di una truffa telefonica e anche di uno stratagemma per far allontanare il residenti dalle loro abitazioni, per compiere poi furti o intrusioni. Nel vicino Comune di Cadorago, il locale gruppo del Cdv ha a propria volta segnalato, qualche tempo fa, circa 16 tentate truffe telefoniche nel giro di pochi giorni.

Qualche giorno fa a Saronno, una tentata truffa telefonica che stava per trasformarsi in rapina, è stata sventata dal figlio dell’anziana coppia presa di mira. «Attorno alle 12 mio padre, di 86 anni, ha ricevuto una chiamata, il nome che appariva sul telefonino era Carabinieri comando compagnia e il numero sembrava corrispondere a quello della caserma di Saronno – racconta il figlio - un uomo, spacciandosi per carabiniere, ha sostenuto che degli hacker si erano introdotti nel sito internet del Comune e che, dopo avergli rubato l’identità, avevano compiuto una rapina in una delle più importanti gioiellerie di Milano». Il truffatore ha quindi invitato il residente a presentarsi il prima possibile in caserma a Saronno per chiarire la propria posizione, raccomandandogli però di non entrare, ma di attendere nelle vicinanze. L’anziano si era recato in caserma, contattando però nel frattempo il figlio, il quale insospettito dalla strana chiamata, era a propria volta andato in caserma, dove aveva ottenuto conferma che si trattava di una truffa. «I carabinieri mi hanno anche raccomandato di tornare a casa, perché molto probabilmente si trattava di un trucco per compiere nel frattempo una rapina – conclude il figlio della coppia – effettivamente qualcuno aveva già telefonato a mia madre, di 80 anni, sostenendo che mio padre era stato fermato per rapina e che servivano soldi, da consegnare immediatamente, per pagare la cauzione».

Nel frattempo il figlio della coppia era rientrato ed ha parlato a propria volta al telefono con il truffatore che, quando ha capito che il suo gioco era stato scoperto, gli ha rivolto insulti e pesanti minacce, accusandolo d’aver mandato a monte un’operazione “sotto copertura”.

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