Cronaca / Olgiate e Bassa Comasca
Giovedì 19 Febbraio 2026
Bizzarone, l’ultimo messaggio di Davide ai suoi cari: «La morte non è niente. Sono sempre io»
Bizzarone Le parole di San’Agostino lette dalle amiche di Corti, morto a 27 in un incidente
Bizzarone
«Se mi ami, non piangere». Dal suo silenzio, è Davide che parla alla mamma Pierluisa, al papà Mauro, alla sorella Vanessa, alla fidanzata Noemi e a tutti i suoi cari. Parla con le parole di Sant’Agostino: «La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte. Io sono sempre io e tu sei sempre tu», gli prestano la voce due amiche, Barbara Bruga e Cristina Benzoni, durante la messa di saluto a Davide Croci, 27 anni per sempre, che sta in un guscio bianco ai piedi dell’altare della chiesa parrocchiale di Bizzarone sotto un cuscino di fiori candidi e corolle coprono i gradini.
Centinaia di sguardi velati dal pianto accarezzano quel guscio, si levano gli inni della fraternità, le preghiere della Chiesa, le sacre letture sulla vita eterna e l’amore umano, scintilla dell’amore di Dio avvolto nel Mistero. Ricaccia le lacrime Vanessa che legge l’Epistola: « Confortatevi a vicenda con queste parole», sottolinea San Paolo; il salmo responsoriale è letto da Paolo Corti, il papà di Noemi, prossimo a diventare suocero di Davide.
Omelia
«Ci sono tante persone che vi vogliono bene, dice questa realtà», esordisce l’omelia di don Silvio Bellinello, il parroco che celebra con il coadiutore don Adolfo Bernasconi e con monsignor Angelo Riva, originario di Bizzarone, teologo e direttore del “Settimanale della Diocesi”; con loro anche don Giorgio Cristiani, già parroco del paese e don Davide Corti, parente di Noemi. «La morte non cancella l’amore - prosegue don Silvio che scende dal pulpito e si avvicina ai familiari, si rivolge ai giovani che si stringono nelle cappelle laterali ed osserva che non c’è risposta al Mistero della morte - il Signore dice che la vita non finisce qui».
È mercoledì delle Ceneri, il primo giorno di Quaresima che prepara alla Risurrezione. «Ci aiuti il Signore a comprendere come dobbiamo vivere»: è un altro passo dell’omelia. Davide era pieno di vita. “Ehi, doc”, lo chiama un amico, Simone Scalia, che ripercorre come se stessero conversando tra loro tutti i beni momenti vissuti insieme, come se fossero stati una corsa in un prato fiorito, verso un orizzonte che non annunciava niente di differente dal sole e dalla luce: «Mi hai insegnato a rincorrere i miei sogni », conclude in un singulto e la chiesa si riempie di applausi.
Applausi come un abbraccio
Applausi come un abbraccio per Simone Corti, fratello di Noemi, che non trattiene le lacrime, tratteggiando Davide «mai arrabbiato, sempre sorridente, pronto a farsi in quattro per tutti. Ti voglio ringraziare per l’amore e la vita che hai donato a mia sorella e ai miei genitori». Un progetto di vita insieme rimane nell’anima: «Veglia sul tuo grande amore, mia sorella: avrà bisogno di tutta la forza che solo tu sapevi darle per affrontare questa cosa immensa. E proteggici tutti da lassù: ti vogliamo bene », invoca Simone.
E poi, nel silenzio, sul pulpito è salita mamma Pierluisa « Grazie a tutte le persone che ci sono state vicine: cerchiamo di non piangere», ha detto ed ha invitato tutti a salutare il suo Davide con un brindisi sul sagrato.
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