Bulgarograsso, bambini imbrattano i muri. Il sindaco: «I genitori dove sono?»
Bulgarograsso
Bambini imbrattano un muro e la pavimentazione della piazza del Comune a Bulgarograsso, con gessetti colorati: dito puntato contro i genitori. Non è la prima volta che qualche ragazzino utilizza la pavimentazione della piazza o il parco comunale come una sorta di tavolozza, ma stavolta è stato impiastricciato anche il muro laterale dell’anfiteatro in piazza Falcone. «Capisco che per un bambino stare in piazza Falcone possa risultare un po’ noioso perché, a differenza di piazza Risorgimento, non ci sono giochi e non se ne possono neppure mettere essendo un lastrico solare e avendo sotto i box - commenta il sindaco Fabio Chindamo -. Ci può stare che i bimbi si divertano a decorare la pavimentazione della piazza ed è anche un modo creativo per stare un po’ insieme, ma perché scrivere sui muri con il rischio che resti traccia perché spesso quei gessetti sono un po’ oleosi. Sono bambini senza genitori, o con genitori un po’ distratti? Per quanto sia un atto spontaneo di bambini e in qualche misura artistico, lascia un po’ perplessi il comportamento di genitori poco attenti a sorvegliare i propri figli e a far loro presente che non si scrive sui muri. Resta un gesto ingenuo, ma quando saranno grandi chi gli dirà che non si sporcano i muri? Poi ci si stupisce che ragazzi più grandi imbrattino beni pubblici e privati con graffiti e scritte».
Un richiamo dal sindaco ai genitori a esercitare la propria responsabilità educativa. «Per la teoria della finestra rotta, se cominciano a esserci questi atteggiamenti di imbrattamento di spazi pubblici o privati fin da piccoli, tutti implicitamente potrebbero sentirsi autorizzati a fare lo stesso. Non aspettiamoci qualcosa di diverso da quello che stiamo seminando – osserva Chindamo - Resto dell’idea che siamo noi adulti a costruire il futuro di un paese con le scelte compiute ogni giorno, che possano essere di esempio per i nostri figli».
Disegni e scritte non sono stati subito rimossi nella speranza che il monito reso pubblico anche attraverso i social potesse spingere qualcuno dei genitori dei bambini coinvolti, sentendosi chiamato in causa, a farsi carico della pulizia. Purtroppo nessuno si è fatto avanti.
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