Bulgarograsso, medico radiato dall’Ordine

Il caso Il provvedimento per Michelangelo Barraco, ex consigliere comunale a Guanzate. La decisione dopo la sentenza a due anni per violenza sessuale

Bulgarograsso

L’annuncio – senza entrare nel merito della vicenda – era stato dato direttamente dall’Asst Lariana che riferiva dell’intervenuta «cessazione dell’attività del dottor Michelangelo Barraco», con le nuove modalità di assistenza comunicate ai cittadini per farsi curare dal sostituto.

Dietro questa comunicazione, tuttavia, c’è molto altro, ovvero la radiazione del medico dall’albo dell’Ordine in seguito ad una vecchissima vicenda processuale che l’aveva visto coinvolto, in seguito ad una denuncia addirittura del maggio 2012 per un fatto avvenuto nell’ambulatorio di Veniano – dove il professionista visitava – il 21 di quel mese. L’accusa era di violenza sessuale.

La decisione

Una ragazza minorenne, che all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto i 17 anni, aveva infatti raccontato ai genitori e alla Questura di Como di essere stata molestata e palpeggiata al seno dal medico da cui si era presentata per farsi prescrivere il solito medicinale per l’asma. Era iniziata quel giorno la vicenda penale che aveva coinvolto il medico, che in tutti questi anni ha sempre negato le accuse. Il Collegio del Tribunale di Como tuttavia, seppur con una pena inferiore a quanto chiesto dal pubblico ministero, condannò Barraco, noto anche a Guanzate per essere stato candidato sindaco e consigliere comunale, a 2 anni con la sospensione condizionale.

Venne di conseguenza aperto il procedimento disciplinare anche in seno all’Ordine dei Medici di Como, che tuttavia sospese la decisione attendendo gli altri gradi di giudizio.

La condanna inflitta a Como, fu poi confermata anche nelle altre sedi, ovvero in Appello a Milano ed infine di fronte alla Cassazione di Roma, rendendo dunque la sentenza definitiva. Per questo motivo, il procedimento disciplinare – in forza di quel pronunciamento – aveva ripreso vigore, acquisendo dunque tutte le carte e le sentenze per presentare la vicenda di fronte alla Commissione. La decisione, da quanto è stato possibile apprendere (anche se pare non all’unanimità) è stata infine quella della radiazione del medico dall’Albo che dunque ha portato inevitabilmente alla comunicazione di queste ore inviata dall’Asst Lariana con la cessazione dell’attività e la sostituzione del dottore con altri professionisti che ne seguiranno i pazienti. Il tutto, quasi 14 anni dopo i fatti, una vita fa.

Possibile ricorso

In questo lungo percorso processuale e disciplinare, il medico è stato seguito dall’avvocato Francesco Cima Vivarelli. Percorso che tuttavia potrebbe non essere ancora finito. La difesa ha infatti la possibilità di impugnare la radiazione di fronte alla Cassazione e le valutazioni sono in corso proprio in questi giorni. Non è dunque detto che su questa brutta storia possa essere messa la parola fine.

La vittima è stata nel frattempo risarcita, anche se il medico non ha mai accettato le contestazioni mosse dalla giovane e poi dalla procura, sostenendo in tutti i gradi di giudizio e anche oggi la propria innocenza mai creduta dai giudici che invece l’hanno condannato.

Il dottore, trascorsi cinque anni, potrà anche chiedere la riabilitazione e la nuova iscrizione all’Albo professionale, ma anche questa valutazione dovrà comunque passare di nuovo da un tribunale.

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