Cascina Tavorella, il sindaco difende il bando per l’assegnazione e lo proroga

Oltrona San Mamette Il compendio confiscato alla mafia dovrà essere destinato a uso sociale. Antonio Giussani risponde alle contestazioni su cauzione, utilizzo dell’immobile e accesso alla cascina: «Regole necessarie per tutelare il bene»

Lettura 1 min.

Oltrona San Mamette

Prorogato al 14 agosto il termine per presentare la domanda di concessione in uso di Cascina Tavorella, bene confiscato alla criminalità organizzata e dal 2022 assegnato in via definitiva al Comune di Oltrona, per destinarlo a un uso sociale. «Il Comune ha predisposto il bando nel rispetto del Codice antimafia, delle norme urbanistiche, ambientali e di sicurezza, con l’unico obiettivo di garantire che un bene confiscato alla criminalità organizzata venga utilizzato stabilmente per finalità sociali, senza creare aspettative incompatibili coi vincoli giuridici e materiali del luogo». Lo precisa il sindaco, Antonio Giussani, con riferimento all’intervento del commercialista Luca Corvi, esperto di gestione di beni confiscati alla mafia e consulente di un’associazione interessata a partecipare al bando, secondo cui “Il bando ne mette a rischio il futuro”. «Al contrario, il bando rappresenta un passaggio necessario per assicurare al bene un utilizzo stabile, trasparente e coerente con la sua destinazione sociale, salvaguardando anche la convivenza con i confinanti – sostiene il sindaco - L’amministrazione comunale ha il dovere di assegnare un bene confiscato con regole chiare, trasparenti e verificabili. Cascina Tavorella è un bene sottratto alla criminalità organizzata e restituito alla collettività grazie a un importante investimento pubblico (400mila euro). Per questo la convenzione coniuga finalità sociali, tutela del patrimonio pubblico e rispetto della legalità». Entrando nel merito delle principali contestazioni, «è inesatta l’affermazione che l’immobile destinato a ospitare famiglie in difficoltà non possa rimanere neppure un giorno non utilizzato, pena la decadenza dalla concessione – precisa Giussani - Nella convenzione non esiste alcuna clausola che imponga l’occupazione continua dell’alloggio, né la decadenza della concessione per un solo giorno di mancato utilizzo». Riguardo al divieto di raggiungere il bene in auto in caso di eventi o riunioni con ampio afflusso di persone, Giussani spiega che: «Non è un divieto ideologico, ma una misura di sicurezza in quanto via Tavorella è strada privata, di calibro ristretto, a fondo cieco, a doppio senso e costituisce unico accesso anche per le abitazioni circostanti. Sarebbe irresponsabile autorizzare l’afflusso indiscriminato di decine di veicoli durante manifestazioni pubbliche visto che non esiste parcheggio pubblico nelle vicinanze». Il primo cittadino chiarisce il tema della cauzione: «Il 2% del valore degli immobili, pari a 11mila euro, non deve essere versato al Comune ma garantito mediante fidejussione, anche assicurativa, il cui premio annuo è indicativamente di 150/200 euro. Quindi alla portata di chiunque». Il sindaco puntualizza che: «La convenzione non limita la libertà di manifestazione del pensiero, né impedisce iniziative di educazione alla legalità; vieta che un bene pubblico venga utilizzato come sede di propaganda o attività politico-partitica. Promuovere cultura antimafia e cittadinanza responsabile è finalità istituzionale del progetto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA