Coltellata contro il fratello: l’aggressore è già in libertà
Bulgarograsso Il giudice dispone il divieto di avvicinamento alla vittima. Dovrà indossare il braccialetto elettronico, che però ora non è disponibile
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Ha risposto alle domande del giudice, ha ribadito la propria versione: ovvero quella di essersi difeso dall’aggressione del fratello.
Da incensurato, accogliendo le richieste della difesa con l’avvocato Giuseppe Vernuccio, alla fine il giudice delle indagini preliminari di Como, Massimo Mercaldo, ha deciso di scarcerare Labrion Kurbogaj, kosovaro di 30 anni, ritenuto responsabile della coltellata all’addome inferta al fratello Rinas, 33 anni, quest’ultimo residente a Como.
Il fatto contestato risale a giovedì scorso, attorno alle 8, e ha avuto luogo in via Verdi, a Bulgarograsso. Labrion è accusato dal pubblico ministero Giuseppe Rose di tentato omicidio.
I provvedimenti
Il Gip, dopo aver ascoltato l’arrestato, ha disposto comunque una misura cautelare: quella del divieto di avvicinamento al fratello (che è sempre ricoverato all’ospedale di Circolo di Varese) con anche l’applicazione del braccialetto elettronico quando sarà disponibile.
In più, l’indagato dovrà presentarsi tre giorni alla settimana a firmare davanti alla polizia giudiziaria. Si è concluso in questo modo, dunque, l’interrogatorio che era stato organizzato nel carcere del Bassone per la mattinata di ieri.
L’arrestato avrebbe quindi risposto alle domande, fornendo una propria versione dei fatti il cui contenuto non è noto, ma verosimilmente dovrebbe aver ricalcato quanto aveva già sostenuto; ovvero di essersi difeso dal fratello che era giunto da Como e Bulgarograsso per aggredirlo.
Una tesi che però fa apparentemente a pugni con il fatto che, sul posto, alla fine era stato rinvenuto un solo coltello, quello utilizzato da Labrion, e non quello che, secondo alcune delle testimonianze raccolte (che non sono affatto coincidenti), impugnava anche Rinas. Ma ora toccherà alle indagini della procura e dei carabinieri cercare di fare luce su questi aspetti.
Intanto, nella vicenda penale – in cui il fratello più giovane è accusato anche del danneggiamento dall’auto del congiunto, oltre che ovviamente del porto dell’arma – arriva la prima svolta, con la scarcerazione decisa dal giudice nonostante il fratello sia ancora ricoverato in ospedale e sostanzialmente impossibilitato a difendersi.
Una lite furibonda
L’aggressione, come detto, era avvenuta giovedì, di prima mattina. Rinas, in arrivo da Como, si era presentato sotto la casa di via Verdi, a Bulgarograsso dove sapeva di trovare i genitori e il fratello: qui era andata in scena la furibonda lite poi conclusa con la coltellata all’addome. Uno solo il colpo che però aveva causato lesioni importanti che avevano reso necessaria una corsa in codice rosso all’ospedale di Varese, con un conseguente un intervento chirurgico per limitare i danni arrecati dalla lama.
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