Aggressione tra fratelli. «Si teneva il torace insanguinato»
Il caso. «Aiutatemi, mi hanno accoltellato». La drammatica richiesta di aiuto del ferito
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«Aiutatemi, mi hanno accoltellato». La drammatica richiesta di aiuto del ferito che, sanguinante, da via Verdi ha attraversato la provinciale (via Guffanti) e ha raggiunto, dall’altra parte della strada, piazza Falcone pare per entrare in farmacia a chiedere assistenza, ma era ancora chiusa. Si è quindi rivolto al vicino Centro diagnostico comense in via Guffanti, già pienamente operativo.
«Sono uscita dalla porta laterale di servizio perché ho sentito urlare e chiedere aiuto e ho visto un giovane uomo che arrivava dal lato frontale e si teneva il torace. Aveva le mani insanguinate e chiedeva aiuto – racconta Anna Piccolo, referente della sede Cdc di Bulgarograsso – Urlava “Aiutatemi, mi hanno accoltellato”. Sul momento mi sono anche spaventata perché c’era del sangue e ho avuto timore che magari stesse impugnando qualche arma. Invece poi ho visto che teneva in mano le chiavi dell’auto e premeva sulla ferita. Siccome l’infermiera non era in quel momento all’interno del centro diagnostico, ma impegnata nel punto prelievi, che si trova sul lato opposto di piazza Falcone, l’ho accompagnato lì».
Avendo cura di prestare la dovuta assistenza al ferito, senza interferire con l’attività del punto prelievi e turbare i pazienti in attesa, la vittima dell’aggressione è stata fatto accomodare nell’ambulatorio.
«Lo abbiamo fatto sdraiare e gli abbiamo tamponato la ferita, nel frattempo ho chiamato subito il 112 e sono stata poi ricontattata dal 118 per un aggiornamento sulle condizioni del ferito – prosegue Piccolo – Il giovane era arrivato da solo e, mentre stava entrando in ambulatorio, è sopraggiunta sua madre che l’ha poi seguito all’interno. Era cosciente, ma molto agitato e diceva “Non voglio lasciare mio figlio”. Al suo arrivo perdeva poco sangue perché premeva con la mano sulla ferita, quando poi in ambulatorio l’ha tolta abbiamo percepito che si trattasse di una ferita non superficiale. Era molto agitato e faceva fatica a respirare, abbiamo cercato di parlargli e tranquillizzarlo per fare in modo che rimanesse cosciente. In poco tempo sono poi arrivati i soccorsi inviati dal 118, che lo hanno preso in carico».
Una situazione di emergenza affrontata con tempestività e professionalità. «Siamo contenti si essere riusciti a intervenire bene e a prestare il primo soccorso al ferito – conclude la referente del Cdc di Bulgarograsso – nonostante il nostro centro non sia adibito a pronto soccorso».
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