Comune, il posto fisso non piace più. Flop al concorso per due geometri

Il caso Alla selezione 17 iscritti, ne sono arrivati quattro e nessuno ha superato lo scritto. La provocazione di Moretti: «Poca serietà, dobbiamo mettere una quota di partecipazione»

Il posto fisso di Checco Zalone non interessa più. Sacro per Checco, (protagonista del celebre film “Quo vado”), talmente ossessionato dal posto fisso da accettare un trasferimento pur di preservarlo, ma nella realtà di oggi non altrettanto attrattivo. Lo conferma il flop del concorso bandito per assumere due geometri, a tempo pieno e indeterminato. Uno da inserire nell’ufficio edilizia privata e l’altro nell’area lavori pubblici. Posizione da 1.400 euro al mese netti, con una retribuzione lorda annua intorno a 24mila euro.

Non è stato possibile redigere una graduatoria e procedere ad alcuna assunzione, in quanto nessun candidato è risultato idoneo a seguito delle prove scritte. Al concorso si erano iscritte diciassette persone, ma alla prova scritta si sono presentate in quattro, due si sono ritirate prima di sostenerla e le due che l’hanno svolta non l’hanno superata.

I precedenti

Non aveva avuto un brillante esito neppure il concorso indetto l’anno scorso per due posizioni scoperte nell’organico della polizia locale: su tredici persone che si erano candidate, alle prove scritte si erano presentate in undici di cui solo quattro erano state ammesse all’orale e tre l’avevano superato.

«Gli ultimi concorsi hanno registrato una scarsa partecipazione e quello per l’assunzione di due geometri è stato il peggiore – osserva il sindaco Simone Moretti – Non c’è interesse a partecipare, ma mi sembra che manchi anche un po’ di serietà nell’affrontare queste selezioni. Per i Comuni i concorsi comportano costi significativi perché i componenti della commissione esaminatrice vanno giustamente retribuiti. Si devono anche predisporre gli spazi dove svolgerli in base al numero di iscritti e, come in questo caso, si predispone una sala per diciassette e si presentano in quattro. Forse è il caso di cominciare a mettere una sorta di cauzione per chi si iscrive a un concorso cosicché, dovendo pagare una quota per partecipare, ci si impegni almeno a farlo». Va rivisto il sistema delle assunzioni nel pubblico.

L’amarezza

Ne è convinto Moretti: «Il posto nel pubblico non è più attrattivo. Da qualche tempo stiamo registrando una scarsa partecipazione ai concorsi e alle procedure di mobilità. Sulla parte tecnica tutti i Comuni stanno riscontrando le stesse difficoltà di reperimento di personale e può anche essere comprensibile che, con i bonus edilizi e i fondi del Pnrr, il settore privato possa essere di maggiore richiamo rispetto al pubblico impiego. Ma in generale il posto fisso nel pubblico non sembra più essere attrattivo; magari gli stipendi non sono altissimi, ma è sicuro e dà possibilità di avere garanzie ad esempio per l’accesso a finanziamenti e mutui e ciononostante viene snobbato. A questo punto, se i concorsi nel settore pubblico non sono più appetibili, bisogna cambiare la formula, trovare modalità differenti per poter assumere nel pubblico impiego. Bisogna anche mettersi nei panni delle amministrazioni comunali, che non possono impegnare risorse pubbliche per fare concorsi e poi ritrovarsi nella condizione di non poter procedere alle necessarie assunzioni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA