«Conosco Sagia e la sua famiglia, integratissimi»

Le reazioni. Stupore a Lurate Caccivio dove la donna è cresciuta. Il sindaco: «Presunzione di innocenza per tutti. E fiducia nella giustizia»

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Lurate Caccivio

Ha suscitato stupore a Lurate Caccivio la notizia che Sagia Hammoud, moglie di Youssef Siher sospettato di essere il fondatore del “Movimento 17 ottobre” fermato per reati aggravati dalla finalità terroristica, sia indagata per istigazione a delinquere.

La 32enne, mediatrice interculturale di origini libanesi, è cresciuta a Lurate Caccivio, dove ha frequentato le elementari e la scuola media e, a Olgiate Comasco, il Liceo Terragni.

«Conosco la famiglia, per anni residente in città, poi trasferitasi a Oltrona San Mamette – afferma il sindaco Serena Arrighi - La madre Nazmie Akkawi, mediatrice culturale, era stata la prima cittadina straniera a trasferirsi a Lurate Caccivio al tempo dell’arrivo dei libanesi. Famiglia ben integrata. La madre, che conosco sia per l’attività comunale che per la mia professione di avvocato, è stata un buon ponte tra la comunità locale e gli stranieri presenti sul nostro territorio. Per anni ha tenuto corsi di italiano a stranieri in biblioteca. Sagia era ben inserita nel contesto locale».

Il sindaco aggiunge: «Non entro nel merito della vicenda giudiziaria. Ho pieno rispetto del lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura e della presunzione di innocenza. Le responsabilità si accertano solo nelle sedi competenti, solo da chi ne è professionalmente qualificato senza anticipare giudizi». Ottima studentessa, con una propensione all’impegno civico.

«La ricordo come una ragazza diligente, con genitori attenti e culturalmente preparati – dichiara il consigliere comunale Anna Pontillo, fino al 2024 responsabile e collaboratrice dirigente all’Istituto comprensivo di Lurate Caccivio - Non ha mai dato problemi, né segni di appartenenza a qualche gruppo. Si era candidata come sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi, manifestando senso civico». Il ricercatore universitario Carlo Rinaldi, che la ebbe come avversaria alle elezioni del Ccr nell’anno scolastico 2007-2008 in cui fu eletto sindaco junior, conferma: «Si era impegnata in una lista. Non improvvisava. Portava avanti con convinzione le sue idee che nulla avevano a che fare con la situazione odierna». Non dava segni di radicalizzazione, all’epoca non indossava il velo.

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