Donazione organi: un comasco su sei
dice no all’espianto
Salute Oltre 200mila persone in provincia firmano l’ok. «Purtroppo cresce la percentuale delle opposizioni»
Lettura 2 min.Donazione degli organi, 206.176 comaschi hanno risposto di sì, aumentano però le opposizioni, 86.071 i no.
Nell’ultimo decennio la sensibilità a proposito della donazione di organi e tessuti è di sicuro aumentata, i cittadini che si esprimono favorevolmente sull’argomento continuano ad accrescere, anche per l’introduzione della domanda in maniera sistematica all’atto del rinnovo dei documenti nei Comuni. E però negli ultimi mesi, vista la scadenza delle carte d’identità cartacee fissata ad agosto, su tutto il territorio è stato registrato un incremento delle opposizione, sul totale il 29% a livello provinciale, contro oltre il 70% di consensi. Il dato censito dal Ministero della Sanità guarda fino al 2012 ed è aggiornato alla metà del corrente mese di aprile.
In un territorio, il nostro, che è comunque sopra alla media regionale, in Lombardia i sì sono al 68%, laddove le opposizioni sono molto più radicate nelle regioni del sud.
Dichiarazioni moltiplicate
Per restare a Como, un po’ come accaduto nelle altre province lombarde, le dichiarazioni di volontà in un decennio si sono moltiplicate, fino a dieci volte, all’inizio però la percentuale dei consensi era bulgara, anche sopra all’80%. Ora invece è scesa sotto al 70%, è così nel 2024 (68,3%), nel 2025 (64,2%) e in particolare nei primi mesi del 2026 (63,7%).
«Purtroppo è vero, in percentuale cresce il numero delle opposizioni – spiega Barbara Moretti, vice presidente di Aido Como, l’associazione dei volontari per la donazione di organi – detto che la sensibilità generale della cittadinanza sul tema è molto cresciuta e non è paragonabile a quanto succedeva fino a qualche decennio fa. Oggi in particolare cresce il numero dei no perché tantissime persone vanno nei Comuni a rifare i documenti, in quel frangente viene loro domandato il consenso alla donazione. Dove il personale e gli sportelli anagrafe sono formati, spiegano, informano a dovere, senza fretta e con la giusta comprensione, l’adesione sale. Se la domanda, certo delicata, viene esposta in maniera sbrigativa, allora tanti scuotono la testa. Noi come associazioni siamo pronti a fare campagne informative, di supporto, a spiegare quanto questo dono sia importante e possa salvare davvero vite, è un regalo immenso».
Cambiare idea
Si può sempre, nel caso, cambiare idea, tramite l’App di Aido anche online.
Questo è l’andamento provinciale e regionale, nel dettaglio i dati Comune per Comune. Le differenze sono sostanziali dove il numero assoluto dei residenti è ridotto, alcuni paesi dell’alto lago, come Val Rezzo, hanno meno consensi che opposizioni. Ci sono al contrario Comuni molto virtuosi, si guardi ad esempio a Faloppio, con un 85% di dichiarazioni di volontà rilasciate nel corso degli anni. Nel capoluogo siamo al 76,8%
La conseguenza della generosità delle persone è che dal 2021 il tasso di donatori utilizzati in Lombardia ogni milione di cittadini è passato da 20 a 37,2. Se si amplia lo spettro si può affermare che nel 2015 i donatori utilizzati erano 247 e l’ultimo anno sono arrivati a 340. L’età media dei donatori è molto salita, complice l’invecchiamento della popolazione e le migliori tecniche chirurgiche. Da 56,4 anni, media del 2021, siamo arrivati a 62,2, con punte oltre i 70 anni. La lista d’attesa dei pazienti bisognosi è diminuita in Italia nel tempo, ma non si è affatto azzerata. Anche l’Asst Lariana al Sant’Anna effettua asportazioni d’organi come metodiche innovative e con numeri crescenti. Le donazioni multi tessuto sono molto aumentate, nel tempo, di fatto raddoppiando, un donatore può regalare la vita a più. «Un dono inestimabile» ricordano i volontari dell’associazione Aido in occasione della giornata dedicata alla donazione degli organi. Per contatti [email protected] oppure aido.it.
© RIPRODUZIONE RISERVATA