Euroderby, tra i ricordi e la scaramanzia dei comaschi

Champions Domani sera l’andata in casa del Milan, tra una settimana il ritorno. Tante sfide tra i comaschi. Il rossonero Giovanni Sallusti: «L’unica certezza è Maignan». Il neroazzurro Biasin: «Brozovic, pensaci tu»

Chi sceglie l’ironia, chi ricorda bene i precedenti, ma per tutti i tifosi di Inter e Milan è d’obbligo la scaramanzia alla vigilia dell’euroderby di andata che vedrà i rossoneri giocare in casa. Martedì prossimo si ribalterà tutto e San Siro sarà in maggioranza nerazzurro.

In palio, alla fine delle due serate, il biglietto per la finale di Champions League, per un sogno che la forma della coppa “dalle grandi orecchie”.

Ironia e tensione

La sfida giornalistica vede, uno contro l’altro, due volti noti comaschi: Giovanni Sallusti (milanista) e Fabrizio Biasin (interista). «In questo momento - dice Sallusti - l’equilibrio psico-fisico di qualunque milanista dotato di un minimo di senno è appeso alla tenuta di un’entità che per una settimana assurge a Sacro Graal: la coscia destra di Leao. Al momento, siamo all’ottimismo della volontà, al pessimismo della ragione e all’unica certezza residua, San Mike Maignan». E per Biasin il “santo” a cui votarsi è il numero 77 nerazzurro: «Alla vigilia è tutto un passare la palla ai cugini: “Vincerete voi, cuginastri, del resto si sa, avete il dna europeo…”. E quelli ti rispondono: “No cari miei, vincerete voi, che la malasorte ci ha tolto il fenomeno Leao”. E ti sale ancor di più l’ansia, perché quello che era un obiettivo raggiunto e insperato diventa un ostacolo da superare a tutti i costi. Santissimo Brozovic, pensaci tu».

In casa i primi a giocare saranno i milanisti, quindi giusto partire da loro. «Sono una milanista credente - racconta Chiara Anzani, vice presidente fondazione Como Arte, che nel periodo universitario andava spesso in “Curva Sud” - ma, per scaramanzia dico oggi”forza Inter”. In realtà sarebbe bellissimo rivivere la semifinale del 2003, che ricordo benissimo, che ci consentì di arrivare alla finale. Adesso vada avanti chi ha più testa e cuore». Il presidente della Famiglia Comasca Daniele Roncoroni dice: «Sono quelle partite che hanno delle grosse incognite. La più in forma, al di là di quello che si dice, credo sia l’Inter. Comunque è una partita aperta che si deciderà con un’occasione. Dico solo forza Milan». Il docente Giacomo Licata, pure lui milanista dice: «Incontrare l’Inter riporta alla mente i grandi successi rossoneri. Speriamo in una bella partita».

In casa Inter il presidente dell’Inter Club di Appiano Gentile, il più grande della provincia di Como con i suoi 334 soci, Michele Di Turi ricorda ancora «i due pareggi del 2003 e la nostra eliminazione a causa del gol del Milan che valeva doppio essendo in trasferta. Ma ricordo bene anche la semifinale del 2010 con il Barcellona... Noi siamo in forma, loro dicono di no, ma lo sono quindi sono possibili tutti i risultati. Il derby è sempre una partita a sé, non una qualunque».

L’imprenditore tessile Stefano Vitaliconfida: «Sarà una partita equilibrata, ci sono tanti fattori ma al ritorno sarò allo stadio con la sciarpa nerazzurra a fare un tifo forsennato. Un derby è sempre un derby, ma al di là della scaramanzia ho sensazioni positive...».

«L’ultima super sfida a San Siro»

Il direttore di Confesercenti Angelo Basilico per anni in “Curva Nord”: «Sento particolarmente questa partita perché sarà l’ultima di questa importanza a San Siro, visto che si pensa di abbatterlo. Mi auguro anche di giocare, ma la vedo improbabile».

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