Finti carabinieri in azione. Rubati soldi e catenine
Solbiate con Cagno Una truffa sofisticata ai danni di un’ottantenne«All’uomo venuto in casa ho offerto pure da bere»
Lettura 1 min.«La sua auto è coinvolta in una rapina».
Finti carabinieri si fanno consegnare soldi e preziosi da un’anziana, tradita da un collegamento fasullo con il 112.
«Sono stata chiamata al telefono di casa da un uomo che si è presentato come un maresciallo della caserma dei carabinieri di Como – racconta la pensionata, 85 anni, residente in via Verdi, a Solbiate con Cagno – Mi ha detto che doveva darmi una brutta notizia. Ho pensato ai miei figli, invece mi ha spiegato che una Citroën intestata a me risultava coinvolta in una rapina in una gioielleria a Como commessa da alcuni miei vicini di casa. Ho risposto in modo canzonatorio che non avevo quell’auto, né vetture a me intestate. Il sedicente maresciallo mi ha detto che stavo sottovalutando la gravità della situazione e per dimostrare la serietà del caso mi ha invitata a riattaccare e chiamare il 112, cosa che ho fatto».
Lì è scattata la sofistica trappola: chiamando subito dal telefono fisso, i truffatori non riattaccano e restano in ascolto. Quando si compone il numero del 112, si rimane sempre in linea con gli imbroglioni che si fingono operatori delle forze dell’ordine e confermano la falsa emergenza.
«Ho chiamato il 112 e mi hanno passato il maresciallo che mi aveva contattata – prosegue l’anziana – Mi ha detto di recarmi in caserma a Como; non potendoci andare, ha voluto il numero di mio figlio. Poco dopo mi ha riferito che lo avevano contattato e stava arrivando in caserma. Ha detto che era necessario sottoporre a verifica i beni in mio possesso e, per evitare una perquisizione, mi ha proposto di raccogliere il denaro e i gioielli in casa e consegnarli a un ausiliario in borghese, che avrebbe inviato a casa mia, che poi mi sarebbero stati restituiti dopo il controllo».
Ingannata dalla telefonata al finto 112, ha eseguito. «Si è presentato a casa un giovane alto, magro, riccio, italiano come il finto maresciallo – aggiunge la pensionata – Nel mentre ero sempre in collegamento con il falso maresciallo, protrattosi per un paio d’ore, che fingeva di parlare anche col collega. Il giovane mi ha chiesto un sacchetto in cui ha riposto 480 euro, che avevo messo da parte per regalare 500 euro a mio figlio per il sessantesimo compleanno, un bracciale, un collier, l’anello di fidanzamento, alcune spille, qualche catenina e monili ricordi di famiglia. Gli ho persino offerto da bere. Presi soldi e oro, mi ha salutata. Non sentendomi chiamare da mio figlio dalla caserma, come mi era stato prospettato, gli ho telefonato e lì ho scoperto la truffa».
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