Gruppo di 150 genitori contro la mensa: «Cambio della società e pranzi da casa»

Valmorea. In attesa dell’esito delle analisi di Ats sulla carne, continua la protesta delle famiglie. I sindaci Pandiani e Broggi (Solbiate): «Episodio non sottovalutato, andremo fino in fondo»

Valmorea

“Uniti contro la mensa” : è il nome del Gruppo WhatsApp che in poche ore dalla formazione, ha raccolto circa 150 adesioni di genitori di alunni delle scuole primarie di Valmorea, Solbiate con Cagno, Uggiate con Ronago, Faloppio. Sono i plessi che fanno parte dell’Istituto Comprensivo di Valmorea e che mercoledì 21 gennaio sono stati coinvolti nel caso della carne puzzolente, il secondo piatto a base di fesa di tacchino dall’odore disgustoso.

Ma le famiglie non considerano solo l’emergenza, sulla quale chiedono chiarezza a 360 gradi a tutti i responsabili, in attesa dei risultati delle analisi di Ats sui campioni di carne prelevati e portati in laboratorio. Chiedono a Markas, società appaltatrice del servizio di render nota la filiera, dal produttore ai piatti; chiedono a maestre e scodellatrici perché nonostante il fetore, la carne sia stata impiattata e perché la vicenda sia emersa per caso; chiedono ai sindaci provvedimenti severi contro chiunque abbia sbagliato in tutta la catena di responsabilità e non ricorrono a mezzi termini.

«Capisco la rabbia dei genitori – dice il sindaco di Solbiate con Cagno, Federico Broggi – Non abbiamo affatto sottovalutato l’episodio, tanto che abbiamo già scritto due lettere di contestazione a Markas e valuteremo le misure sanzionatorie». Anche Albiolo s’è associata all’iniziativa degli altri Comuni. «In attesa del verbale dell’Ats, stiamo tutti seguendo la situazione con la massima attenzione», ribadisce il sindaco di Valmorea, Giampiero Pandiani che fin dal primo momento aveva espresso la determinazione «ad andare fino in fondo».

Per quanto riguarda i disturbi gastrointestinali manifestati dai bambini, è stata formalizzata una sola segnalazione, nel corso del monitoraggio sullo stato di salute disposto dal dirigente dell’Istituto comprensivo Massimiliano Branchini. Alcuni genitori avevano segnalato malesseri nei figli che avrebbero sbocconcellato la carne cattiva, ma non hanno dato seguito per iscritto, consentendo eventuali collegamenti con il cibo.

«La verità è che la qualità delle pietanze servite nelle mense dei nostri figli è scadente: tanto il cibo rifiutato, freddo, sgradevole»: è su critiche come questa che si allarga la rivolta dei genitori. Il Gruppo “Uniti contro la Mensa” ha avanzato proposte, come la rescissione del contratto con Markas e la sostituzione con altre Società di catering; la scelta libera con pranzo al sacco nei locali scolastici; controlli costanti dei cibi, non solo sapore, ma anche temperatura, cottura e qualità. Il sondaggio è in corso.

Intanto, nella scuola primaria di Valmorea, ieri, ha disertato la mensa il 20% dei bambini. Lunedì, lo “sciopero della mensa” ha avuto un’adesione del 25%. A tavola, Daniela Lanzi, consigliera comunale delegata all’istruzione, una madre in rappresentanza dell’Associazione Genitori ed era presente anche un’ispettrice di Markas che ha preso nota dell’andamento del pasto e dell’indice di gradimento da parte dei bambini. Un po’ sì e un po’ no.

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