Il “Cammino della memoria”. La Grande Storia nella vita quotidiana

Valmorea Testimonianze, foto, oggetti di cinque Comuni, la presentazione sabato prossimo all’oratorio di Cagno

Olgiatese

Mille giorni e mille persone sul “Cammino della memoria”. Un progetto proposto da cinque commissioni comunali alla cultura che ha coinvolto Albiolo, Valmorea, Binago, Rodero, Solbiate con Cagno, otto sindaci (nel corso del tempo), più di cinquanta consiglieri comunali. Ma, soprattutto, ha coinvolto otto plessi scolastici con i rispettivi insegnanti: in particolare le classi quinte delle elementari di ognuno dei paesi e le classi terze delle medie di Valmorea e di Binago. Hanno dato manforte anche due maestre e una professoressa: Antonella Antonetti, Maristella Patriarca e Marilina Bernasconi. A coordinare il tutto, il preside Massimiliano Branchini.

In un modo o nell’altro, il “Cammino della memoria” ha visto la collaborazione di almeno il 20% dei 17mila abitanti nei cinque paesi perchè si poneva un obiettivo: ricostruire la storia della “gente comune” intrecciando vicende di vita vissuta nella seconda guerra mondiale fino al 1946. Persone perseguitate e deportate, ma anche famiglie nelle loro case, nei campi e nelle fabbriche raccontate attraverso testimonianze, fotografie, oggetti.

Il “Cammino della memoria” è un affresco dal basso, è la voce dei nonni, e anche dei bisnonni, raccolte dai nipoti e dai pronipoti. Tutto ciò, con la consulenza dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta.

Il primo passo del Cammino era stato mosso nel 2021, quando Emil Zuccon si recò nelle scuole per parlare del papà Radovan detto Rado, l’uomo che visse quattro volte, sopravvissuto all’esilio, al fascismo, al nazismo, al comunismo di Tito e alla fine profugo dall’Istria ad Albiolo, con la moglie e tre figli piccoli.

Ma quanti uomini hanno pagato il prezzo della libertà e della democrazia, e quanti mogli, madri, figli le hanno pagate con loro? È l’interrogativo che ha dato spunto alla ricerca, effettuata dagli studenti sotto la guida delle insegnanti e con il coordinamento delle commissioni Cultura: sono state intervistati protagonisti e sopravvissuti, sono stati setacciati cassetti, bauli in soffitte e cantine per portare alla luce ricordi familiari.

Sono 150 i documenti ritrovati. Le testimonianze sono state trascritte con la penna biro dai ragazzi e poi a computer dai volontari che non avrebbero affatto escluso quelle “dall’altra parte”, fascisti e repubblichini. Ma ne è arrivata una sola e neppure significativa: il “Mein Kampf” di Hitler che qualcuno aveva in casa.

“Il Cammino della memoria” ora è un libro: sarà presentato sabato prossimo alle 21 nell’oratorio di Cagno, in via Varese 6, con la musica dei 7grani, del Baule dei Suoni e letture dell’attrice Susanna Miotto.

I posti in prima fila sono riservati ai ragazzi e alle ragazze che negli anni scolastici dal 2022 al 2024 frequentavano la quinta elementare e la terza media: senza di loro, non sarebbe stato possibile ricostruire la storia familiare e far sì che la memoria diventasse storia. Ne sono i custodi.

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