Il caso di Mussolini: cittadinanza revocata
tra le polemiche a Olgiate Comasco

La decisione Le opposizioni hanno abbandonato l’aula: «Un atto ideologico e anacronistico, non ha senso. Nessuno di noi è nostalgico, ma le priorità sono altre»

Olgiate Comasco

Revocata la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, le minoranze hanno abbandonato l’aula al momento del voto. La maggioranza: «È un atto doveroso per onorare la storia e rafforzare l’identità democratica della nostra comunità». L’opposizione: «Atto ideologico e anacronistico. Non è una priorità».

Presidiato il municipio dalle forze dell’ordine (Digos, carabinieri e polizia locale), ma né in aula consiliare né fuori erano presenti esponenti di movimenti di estrema destra. Il dibattito ha confermato la convergenza di tutti i consiglieri su posizioni antifasciste, con un netto distinguo all’atto di votare la revoca della cittadinanza conferita dal commissario prefettizio nel 1924, volta a eliminare l’ultima parvenza di riconoscimento pubblico a Mussolini a livello comunale.

Il dibattito

Donatella Silvia, capogruppo di Alternativa per Olgiate, ha giudicato: «Inopportuno discutere in Consiglio un tema che “non cuba niente per Olgiate Comasco”, quando c’è necessità di risolvere tutta una serie di problematiche: disagio giovanile, assistenza agli anziani, scarsa manutenzione delle strutture pubbliche, sicurezza. Questo consesso comunale è l’espressione della storia; da 80 anni viviamo in una democrazia, senza doverlo riaffermare con la revoca della cittadinanza onoraria assegnata 102 anni fa a Mussolini come dalla stragrande maggioranza dei comuni italiani all’epoca. Perché revocarla ora, a un anno dalle elezioni? Suggerisco al sindaco di insistere di più sulle esigenze che oggi maggiormente premono ai cittadini di Olgiate». La collega di lista Daniela Rigamonti le ha fatto eco: «Questo ordine del giorno non aveva senso. La storia non va cancellata, va studiata».

Sulla stessa lunghezza Daniela Cammarata, capogruppo del Gruppo misto: «Nessuno di noi è a favore della cittadinanza a Mussolini, ma è anacronistico revocarla dopo 102 anni. Farlo adesso, in un periodo storico di odio per ogni cosa, soprattutto razziale e religioso, non è un bel segnale perché rischia di creare ancora più dissapori. Non si tratta di essere a favore o contro, ma è un punto che non ha ragione di essere perché con la morte di Mussolini la cittadinanza è decaduta in automatico e ci sono ben altre priorità».

Il consigliere Igor Castelli (Gruppo misto) ha aggiunto: «È chiaro che nessuno in questi banchi abbia nostalgia o voglia privare qualcuno della libertà personale, ma il Paese Italia dovrebbe fare pace con la sua storia. Ricordiamoci quello che è successo, prendiamo la storia per quello che è stata, ne traiamo il buono e ne condanniamo il cattivo. Non c’è oggi un rischio fascista, tanto è vero che dalla Resistenza antifascista è nata la Costituzione italiana che mette al riparo ogni cittadino e istituzione da derive liberticide».

Le posizioni

«Questa revoca è una presa di posizione ideologica e demagogica che a nessuno serve. A noi dovrebbero importare il presente e il futuro dei nostri figli e nipoti, la difesa anche a Olgiate di diritti costituzionali come il lavoro dignitoso, l’accesso ai servizi indipendentemente da razza, origine etnica, religione e condizione economica, non di fatti accaduti 102 anni fa su non si può più incidere».

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