Cronaca / Olgiate e Bassa Comasca
Venerdì 23 Gennaio 2026
«La carne in mensa puzzava»: a scuola arriva Ats
Valmorea L’allarme è scattato per la fesa di tacchino. Il sindaco: «C’era un tanfo disgustoso. Andremo fino in fondo per accertare le responsabilità»
Valmorea
Carne avariata (anche se si attendono le analisi) è stata servita mercoledì nella mensa della scuola primaria e un centinaio di alunni commensali è sotto monitoraggio per disposizione del dirigente scolastico, Massimiliano Branchini.
Anche se non formalizzate, sono già pervenute segnalazioni di alcune famiglie su disturbi gastrointestinali transitori manifestati dai bambini.
La scuola e il Comune hanno allertato Ats e gli ispettori sono intervenuti subito, hanno ritirato il campione di carne che, per le norme sanitarie, dev’essere conservato e sono attesi i risultati delle analisi, con gli eventuali provvedimenti conseguenti. Ma fin dal pomeriggio di mercoledì, diversi alunni hanno riferito di non aver mangiato carne in mensa «perché puzzava troppo e mi faceva schifo». Altri ne hanno mangiato almeno un boccone, chi l’ha sputato e chi l’ha inghiottito.
I timori
«Appena sono stato informato dell’episodio, mi sono recato subito a scuola – afferma il sindaco, Giampiero Pandiani – Come è stato aperto il contenitore, è uscito un tanfo disgustoso. Anzi, nauseabondo. Si trattava di fesa di tacchino, scadenza il 29 gennaio, secondo l’etichetta. Ma il lezzo era putrido. Inammissibile ed inaccettabile e non basterà rimborsare le famiglie del costo del pasto. Ho l’intenzione di andare fino in fondo e di accertare tutte le responsabilità». Tra i dubbi, uno saliente: forse le porzioni andate a male non riguardavano tutte le cinque teglie dei secondi piatti, ma per il sindaco la questione non si alleggerisce per questo. «Voglio sapere la provenienza della carne e la filiera – aggiunge – Non deve più accadere un fatto del genere».
I genitori
Tra i genitori è allarme: niente di tanto serio è mai successo, ma si susseguono le critiche per il servizio in generale e perciò chiedono un incontro urgente fra scuola, Comune e ditta appaltatrice della cucina e della somministrazione dei pasti per esaminare tutti i problemi di qualità in relazione ai costi e alle esigenze degli utenti.
C’è chi ipotizza proteste, come lo sciopero del buono pasto e la mobilitazione delle famiglie attraverso l’Associazione genitori e il presidente, Alessandro Merlo, ha già sottolineato che sosterrà ogni iniziativa. «È stata servita una pietanza a base di carne che, a parere delle insegnanti presenti, presentava un odore anomalo – spiega un comunicato del dirigente scolastico – La situazione è stata immediatamente segnalata alle operatrici del servizio mensa le quali hanno riferito che l’alimento risultava idoneo al consumo. Alcuni alunni hanno consumato il pasto, nonostante tutto».
Secondo quanto s’è appreso, a loro volta, le operatrici hanno interpellato la sede centrale che fornisce i pasti. «Tutto a posto », è stato assicurato, le fettine sono state impiattate e bambini si sono rifiutati anche solo di assaggiarle. Voci non verificate affermano che in altri plessi, la carne non è stata per niente somministrata, puzzava troppo.
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