La prima pietra del nuovo oratorio di Olgiate
Olgiate Comasco La cerimonia con il vescovo Cantoni, il ministro per le disabilità Locatelli e tanti sostenitori. Don Crosta: «Sarà casa accogliente, spazio educativo»
Olgiate Comasco
Posata la prima pietra del nuovo oratorio di Olgiate Comasco alla presenza del cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como, e del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli.
Un momento storico che segna simbolicamente l’inizio di un’opera attesa dal 2017, quando il vecchio oratorio fu chiuso perché non più a norma. Traguardo condiviso con giovani, famiglie e i molti sostenitori: Bcc Cantù (presidente Angelo Porro), Fondazione Cariplo (consigliere Enrico Lironi), Regione (assessore Alessandro Fermi, consiglieri Marisa Cesana e Angelo Orsenigo), Comune (sindaco Simone Moretti), Cei e parrocchiani (4-500). Presenti il presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca, il vice prefetto Lucrezia Loizzo.
«Con la benedizione della prima pietra del nostro oratorio, ambiente educativo a tutto campo, ci siamo proiettati in avanti, a beneficio delle generazioni che verranno, perché trovino un terreno adatto e possano sperimentare la gioia di seguire Gesù – ha detto il vescovo - L’oratorio non è solo un luogo di svago, ma uno spazio abitato da chi vuole affrontare le sfide del presente e si progetta il futuro. In un tempo di tanta aridità spirituale non mancano persone, anche giovani, che si mettono alla ricerca di Dio, che desiderano attingere alle vere sorgenti della vita, mentre cercano un senso per la propria esistenza, chi ha sete profonda di verità e di amore, incarnate nella persona viva di Gesù Cristo».
«È un passo importante per Olgiate - gli ha fatto eco il ministro Locatelli - perché cresce un luogo che diventa casa, famiglia, accessibile a tutti. Credo sia il primo oratorio accogliente per tutti, che pensa al dopo di noi e vuole essere punto di riferimento anche per il progetto di vita delle persone. Stiamo andando nella direzione di far emergere le potenzialità, non i limiti, e trovare luoghi, come questo, che siano in grado di offrire opportunità. State costruendo un cammino fatto di opportunità per tutti ,in grado di rendere più forte e coesa la comunità ed essere un modello che mi auguro tanti seguano».
«La pietra che oggi poniamo rende visibile qualcosa che era già vivo – ha affermato il prevosto don Flavio Crosta - Ci sono ragazzi e giovani, famiglie, vicari appassionati, educatori instancabili, catechiste fedeli, animatori entusiasti, volontari generosi che non hanno smesso di credere che valesse la pena camminare insieme. L’oratorio che nasce sarà casa accogliente, spazio educativo, luogo di incontro col Signore e tra di noi. Non solo realtà parrocchiale, ma dono per tutta la città, aperto alla collaborazione col territorio. Progetto frutto di un lavoro condiviso, coordinato da Vittore De Carli: professionisti, volontari, enti, benefattori, grazie a tutti, ma soprattutto frutto della presenza di voi ragazzi, senza di voi tutto questo non avrebbe senso. Questo oratorio è il segno che la comunità crede in voi e camminerà con voi».
Dialogo fra generazioni
Poi l’endorsement dal sindaco ai giovani: «Questa grande sfida è stata portata avanti per voi perché ci siete sempre stati anche senza le mura e ci avete creduto. Grazie a voi rispondiamo sì a quanti in questi anni di lavoro hanno continuato a chiedere se nel 2026 serva ancora un nuovo oratorio o, come sarà il nostro, uno spazio inclusivo».
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