La via dedicata a Lea Garofalo. «Ricorderemo anche la figlia»

Appiano Gentile La proposta del Comune dopo la morte di Denise Cosco

Lettura 1 min.

Appiano Gentile

Anche la città di Appiano Gentile si è idealmente unita al dolore per la scomparsa di Denise Cosco, la figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo, morta suicida a 35 anni.

La madre aveva la stessa età quando fu assassinata per mano della ’ndrangheta, a Milano nel 2009, dall’ex compagno Carlo Cosco, padre di Denise. A Lea Garofalo, uno dei simboli della ribellione alle mafie, l’amministrazione comunale intitolò una via negli anni a guida del sindaco Giovanni Pagani.

L’unica via dedicata a una donna sul territorio comunale. «Dovendo dare un nome a una nuova via in zona Beniate, dove è sorto un insediamento residenziale, proposi alla giunta il nome di Lea Garofalo – ricorda l’allora assessore al territorio e attuale consigliere di maggioranza Pasquale Vergottini – La sua storia mi tornò alla mente nel vedere il film “Lea” di Marco Tullio Giordana, che racconta il coraggio di una madre contro la ’ndrangheta, mandato in onda dalla Rai nel novembre 2019 in concomitanza con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Volendo intitolare per la prima volta una via di Appiano a una donna, ci sembrò meritevole di essere ricordato e valorizzato l’esempio di una donna come Lea Garofalo che ha pagato con la vita la scelta di ribellarsi alla criminalità organizzata, di proteggere la figlia e di cercare per entrambe una vita diversa. Intitolazione coerente con l’adesione del nostro Comune al Comitato 5 dicembre».

Non è escluso che madre e figlia possano essere ricordate insieme anche nella toponomastica cittadina. «La vita di Denise è stata segnata dalla perdita violenta della madre, dalla protezione, dalle fragilità e da una lunga lotta per ricominciare – aggiunge Vergottini – Avrebbe senso ricordarle insieme anche sul cartello stradale dedicato alla madre, come testimoni di giustizia (Denise ha avuto la forza di testimoniare contro il suo stesso padre) e simboli di reazione alla mafia e alla sua cultura di morte».

© RIPRODUZIONE RISERVATA