L’Avis cresce e attira i più giovani

Olgiate Saranno premiati i benemeriti, tra cui Roncoroni che ha alle spalle ben 131 donazioni. Fumagalli: «Importante stare in mezzo alla gente». Bernasconi: «Per me è un dovere civile»

Avis Olgiate Comasco in crescita e sempre più attrattiva per i giovani. Lo confermano i dati dei primi sei mesi dell’anno. Dal primo gennaio a oggi i donatori sono saliti da 898 a 930; ne sono entrati 56 e usciti 24, 69 domande di iscrizione. Sono state finora effettuate 720 donazioni.

A livello nazionale gli over 65 sono il 46% e gli under 45 il 54%; a Olgiate gli over 45 sono il 35%, contro il 65% sotto i 35 anni. Tra i giovani prevalgono le donne. Con questo bilancio positivo, Avis Olgiate si appresta domani a celebrare la tradizionale Festa di Primavera.

«Anche nei primi sei mesi dell’anno siamo in crescita rispetto al 2022 – dichiara il presidente Elena Fumagalli – Tra sede e festa dello sport, sabato in un giorno abbiamo raccolto dieci nuove iscrizioni. Essere presenti sul territorio aiuta; questa estate ci saranno tante occasioni per stare in mezzo alla gente e ricordare l’importanza della donazione del sangue. Il gruppo si sta rigenerando di nuove presenze, come le 17 ragazze che hanno partecipato al corso Avis Front Desk e hanno iniziato a collaborare all’attività dell’associazione. Saranno poi inglobate nel gruppo giovani».

Riconoscimenti

A queste new entry domani sarà consegnato l’attestato di partecipazione al corso. Una sorta di ufficiale benvenuto nella grande famiglia dell’Avis Olgiate che, nell’occasione, premierà gli avisini benemeriti. Tra questi anche il presidente per le 50 donazioni: «Per un donatore è il primo step, ma non l’ultimo. Ho tanta voglia di continuare. Diventare avisina è sempre stata un’idea fin da ragazza e a 18 anni mi sono subito iscritta. Sono contenta di aver iniziato presto, così se avrò la fortuna di stare bene anche nei prossimi anni avrò tempo di fare altre donazioni. Vivo Avis sia come donatore che partecipante attiva all’associazione (dal 2009 è nel direttivo), mi fa piacere raggiungere un traguardo anche da donatore».

«Gratificante»

Tra i premiati pure il vicepresidente onorario, Giuseppina Bernasconi, per oltre 40 anni di Avis e 80 donazioni. «Mi sono iscritta nel ’72, quindi sarebbero 51 anni, ma sono stata ferma quasi 10. Poiché a quei tempi si diventava maggiorenni a 21 anni, ho dovuto avere l’autorizzazione di mio padre per iscrivermi. Sono diventata avisina per un debito di riconoscenza, essendo stato mio padre Ambrogio salvato grazie a una trasfusione. Oltre alla motivazione umanitaria, l’atto della donazione è gratificante perché si fa un gesto utile per gli altri. L’ho sempre inteso come un dovere civile».

Oltre alle donazioni, è stata ed è molto attiva nell’associazione: «Lavoravo nell’azienda fondata dallo storico presidente Avis, Amos Livio, il quale, quando c’era bisogno, mi chiedeva di dare una mano come segretaria all’Avis e così ho iniziato a seguire l’attività associativa».

Donatore e volontario esemplare anche Luigino Roncoroni che domani sarà premiato per 131 donazioni: «Il 1° aprile 1979 fui chiamato per la visita di ammissione e il 20 giugno feci la prima donazione. Avevo 26 anni. Da qualche tempo maturavo questa idea e poco prima si era già iscritta anche mia sorella, ma a darmi l’impulso fu un manifesto esposto sul curvone, andando dalla chiesa verso il cimitero, in cui si invitava a iscriversi all’Avis. Se non l’avessi fatto mi sarei sentito in difetto. Sono contento di quella scelta. Se potessi ricomincerei daccapo, ma la carta d’identità non mente (come la coetanea Bernasconi, per raggiunti limiti di età non può più donare). Avrei all’attivo anche più donazioni se nei primi anni non me ne avessero fatte fare tre anziché quattro all’anno. Consiglio ad altri di fare la stessa scelta; ci si sente meglio quando si dà qualcosa agli altri».

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