L’ubriaco e le finte sordomute. Denunciati alla fiera di San Giuseppe

Uggiate con Ronago Al volante con cinque volte il tasso alcolico consentito. Due donne chiedevano soldi dicendo di essere disabili

Risvolti penali della giornata di domenica: la Polizia locale Terre di Frontiera deferirà all’autorità giudiziaria un comasco di 50 anni per guida in stato d’ebbrezza e due giovani donne, residenti in Romania, accusate di truffa.

Gli agenti sono intervenuti durante la fiera di San Giuseppe, dapprima colpita da un vento gelido, poi riscaldata da un’occhiata di sole su almeno diecimila persone a passeggio tra le bancarelle di merci varie, gli stand delle associazioni, la frequenza al luna park e il pellegrinaggio al Santuario sul colle di Somazzo.

Tra mezzogiorno e il primo pomeriggio, l’agitazione: diverse chiamate sono arrivate al Comando della Polizia locale Terre di Frontiera, mobilitata fin dalle cinque del mattino per tutte le misure d’ordine pubblico e di sicurezza, insieme all’ufficio tecnico comunale, la Croce Rossa e la Protezione Civile. A coordinarli nel Centro operativo comunale, inaugurato per l’occasione, il sindaco Ermes Tettamanti.

« Ci sono due donne sordomute che fermano la gente, fanno mettere firme su un foglio e chiedono un’offerta per una associazione benefica che si occupa di disabili. Ma sono autorizzate? »: era il tono delle chiamate; e non era solo un interrogativo sulla regolarità dell’approccio.

Siccome la gente, in genere, è di buon cuore, qualcuno s’è fatto prendere dalla compassione «per due poverette che si esprimono a gesti».

In zona Luna Park

Gli agenti le hanno cercate, le hanno trovate in zona luna park - piazzale Fogliazza mentre sottoponevano fogli ai passanti e richieste di obolo, le hanno accompagnate al Comando per identificarle: a loro carico sono risultati precedenti di Polizia; ovviamente, nessuna traccia d’esistenza di associazione benefica; al contrario, indizi a loro carico di trucchi e raggiri.

Seguita tutta la trafila burocratica, sono state allontanate, riaccompagnandole oltre il perimetro della Fiera.

Ma, poco prima, il botto: un’auto era uscita in retromarcia dal parcheggio in via Cocquio, nei pressi del centro sportivo ed era finita dritta filata contro il palo di un cartello segnaletico. Danni al cartello e all’auto. Gli agenti si sono fatti strada tra sensi unici, auto ammassate ai lati, andirivieni di pedoni e sono arrivati nel punto critico.

Hanno azionato l’etilometro con l’uomo che, tutto sommato, sembrava reggere bene i liquidi tracannati, tanto da ripetere: «Chiedo scusa, chiedo scusa». Ma l’etilometro non si fermava più: 0.5; 0.10; 0.20; 0.25 stop. Cinque volte oltre il limite consentito, patente ritirata, auto sotto sequestro, guai in arrivo e prova che sono gli adulti più trasgressivi dei giovani in fatto di bicchieri alzati, come hanno messo in evidenza i controlli antialcool effettuati in precedenti dispositivi.

Altra trafila burocratica nell’immediatezza del fatto. Ore dopo, lo smontaggio di tutto l’apparato. La vita normale può riprendere.

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