«Mi serve un farmaco salvavita». Ma è l’ennesimo tentativo di truffa
Lurate Caccivio Telefonata choc a una pensionata. E oggi un incontro per contrastare i raggiri
«Mamma sono in ospedale, sto morendo. Serve un farmaco salvavita dalla Svizzera». È la frase choc che una pensionata di 70 anni, residente in paese, si è sentita rivolgere al telefono da una persona che millantava di essere sua figlia. Grazie anche all’intervento del marito (72 anni) non è caduta nell’odiosa truffa. Martedì mattina a casa della pensionata è squillato il telefono fisso.
Numero riservato
La chiamata è arrivata da un numero riservato. La pensionata ha risposto e, al di là della cornetta, c’era una donna che le ha detto: «Mamma sono all’ospedale, ho 41 di febbre. Mi hanno già fatto tutte le analisi. Sono in gravi condizioni, ha contratto un virus. Ho parlato con la dottoressa, mi ha detto che ho due giorni di vita. Ci sarebbe un farmaco dalla Svizzera che, somministrato tramite sette iniezioni, mi permetterebbero di guadagnare un po’ di tempo. È un farmaco che costa, bisogna pagarlo in contanti. Quanti soldi hai in casa? La madre sconvolta, ma decisa a fare di tutto pur di salvare la figlia, le ha risposto di avere solo 250 euro. Dall’altro capo del telefono la sedicente figlia ha rilanciato: «Ne servono molti di più».
La madre, convinta di parlare con la figlia, l’ha rassicurata che avrebbe fatto tutto il possibile e le ha chiesto se all’ospedale fosse da sola, o con lei ci fosse il marito. La finta figlia le ha risposto che anche suo marito era ricoverato perché aveva contratto lo stesso virus. Poi ha aggiunto: «Ho già telefonato alla banca, ma sono in sciopero e non mi danno i soldi. Mamma, procurali tu». Al sentire questo strano appello, la pensionata ha cominciato a fiutare odore di truffa e ha richiesto l’intervento del marito il quale, appena sentita la voce della sedicente figlia, ha avuto la netta impressione che non fosse lei e le ha detto: «Non sei tu». Dall’altro capo del telefono la truffatrice ha provato a portare avanti la messinscena, adducendo una motivazione grossolana: «Parlo male perché sono intubata». A quel punto il pensionato, sempre più convinto di avere a che fare con una truffatrice (ha percepito una inflessione straniera), le ha risposto malamente e lei ha riattaccato. La mancata truffa ha comunque lasciato una profonda agitazione nella pensionata che ha rivissuto a distanza di anni una situazione simile. L’episodio è stato denunciato ai carabinieri.
Truffa dell’abbraccio
In questi giorni, nel circondario, è stato segnalato anche un tentativo di truffa dell’abbraccio: una donna si avvicina con la scusa di chiedere informazioni o impietosire raccontando situazioni di disagio e poi, fingendo di ringraziare la malcapitata vittima con un abbraccio, sfila la collana o l’orologio.
Furti e raggiri saranno al centro, oggi alle 18 allo Spazio Volta3, dell’incontro sui reati predatori, le truffe e la sicurezza nelle abitazioni, a cura dell’Arma dei Carabinieri di Como e di Lurate Caccivio e della Polizia postale di Como. Coordina il giornalista Massimo Montorfano.
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