Morto nell’infortunio a Vicenza: «Addio Vittorio, sei un angelo»

Lomazzo Cordoglio per l’operaio di 66 anni, mercoledì il funerale a Olgiate. Il fratello Generoso: «Amava cantare e ballare, il suo mondo era la famiglia»

Lomazzo

Due comunità in lutto, Lomazzo e Olgiate Comasco, per la tragica morte di Vittorio Tino, 66 anni, a causa di un infortunio in un cantiere aperto al depuratore di Casale a Vicenza. Da Binago, nel 1971 si era trasferito con la famiglia a Olgiate dove aveva trascorso la sua giovinezza e dove tuttora è ricordato con grande stima e affetto. Da decenni abitava a Lomazzo con la moglie sposata in seconde nozze, Ketty, deceduta nell’agosto 2024, da cui ha avuto il figlio minore Michael; dal precedente matrimonio i figli Luca e Martina. Amava, come fossero suoi figli anche Jessica e Cristina.

L’incidente il 16 aprile

Operaio meccanico, saldatore esperto, lavorava per una Spa di Milano per la quale si era occupato anche di grandi opera, fra cui la Tav. Attualmente era impegnato nel cantiere attivo al depuratore di Casale a Vicenza, dove è in corso la realizzazione di un nuovo impianto che si occupa di essiccare i fanghi rimasti dopo la depurazione. Lì, nel primo pomeriggio di giovedì 16 aprile, i colleghi l’hanno trovato sotto a una impalcatura, motivo per cui si sospetta che possa essere precipitato. Nessun’altra persona avrebbe però assistito all’incidente sul lavoro. Al momento la pista seguita è quella di una caduta dall’alto da un ponteggio, oppure da una scala. «È morto sul colpo per la caduta – riferisce il fratello maggiore Generoso Tino – Non è escluso che magari possa avere avuto un giramento di testa che possa avergli fatto perdere l’equilibrio, ma dall’esame autoptico non sono emerse evidenze tali da poterlo confermare o escludere. Appena ricevuta la notizia non riuscivo neanche a crederci».

Un dolore straziante. «Vittorio era gioviale, allegro – ricorda il fratello maggiore – Da giovane aveva giocato a calcio e in seguito aveva fatto l’allenatore. Poi, condividendo la passione della moglie per il canto, da qualche anno andava a fare serate di Karaoke nei locali. Amava cantare e ballare. Il suo mondo era la famiglia, il lavoro e la passione per la musica. Gli mancava un anno e mezzo alla pensione, ma stava bene e avrebbe voluto continuare ancora un po’. Poi, purtroppo, questa tragedia».

Lo ricorda con affetto anche la sorella Annunziata (aveva anche altri tre fratelli Generoso, Arnaldo e Stanislao): «Il mio cuore si è fermato con il tuo, il dolore è infinito. Eri la mia guardia del corpo, il mio Angelo custode, ora sei solo un Angelo. Non accetterò mai la tua assenza; intorno a me c’è il vuoto. Non ti dimenticherò mai e come ti ho sempre detto ti voglio e ti vorrò sempre bene, sei nel mio cuore».

I tanti ricordi

Commovente anche il saluto della nipote Giulia: «Ti ringrazio di essere stato sempre famiglia per me, in tutti i sensi che ha questa parola. La tua presenza ha sicuramente arricchito la mia vita e questo lo porterò in ogni istante con me. Grazie per quello che mi hai insegnato e mi hai dato. Il tuo sorriso e la tua forza resteranno sempre vivi nel cuore di tutti noi». I funerali si terranno mercoledì, alle 10, nella parrocchiale di Olgiate, città dove tuttora vive il fratello maggiore e nel cui cimitero sono tumulati i genitori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA