Le paure degli adolescenti trasformate in arte a Lurate Caccivio

Il progetto La mostra “30 senza lode” dà forma alle testimonianze raccolte tra i ragazzi, trasformate in opere da trenta artisti. Ultimo giorno di visite giovedì 15 ottobre. Stasera un incontro dedicato alla salute mentale giovanile

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Lurate Caccivio

La mostra collettiva “30 senza lode”, promossa dalla Cooperativa sociale Agorà 97, è visitabile fino a domani allo Spazio Volta3 di Lurate Caccivio: oggi, martedì 13 ottobre, dalle 14.30 alle 18.30 e durante l’incontro di stasera, domani dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30. Rientra nel contesto della rassegna sulla salute mentale, organizzata nell’ambito delle iniziative per i 120 anni della Banda Santa Cecilia di Lurate Caccivio, in collaborazione con l’associazione inTERRagire. Stasera, alle 20.30 allo Spazio Volta3, è in programma anche la conferenza: “Non soli nella fragilità. Uno sguardo alla salute mentale dei giovani”. Interverranno Alessandra Bernasconi coordinatrice di Agorà 97, Rita Ghilotti referente sanitaria e lo psicologo Emanuele Cornati.

Le testimonianze dei ragazzi in un luogo sicuro

La mostra – patrocinata dal Comune di Lurate Caccivio - raccoglie le opere di trenta artisti che affrontano il tema della salute mentale e del suo impatto nella vita dei giovani, offrendo spunti di riflessione attraverso l’arte. L’iniziativa è il momento conclusivo di un progetto educativo e culturale che ha coinvolto giovani, operatori, artisti e comunità locali in un percorso di ascolto, espressione e riflessione sulla salute mentale e sulle fragilità che spesso accompagnano la crescita. Al centro del progetto ci sono le parole dei ragazzi. In luoghi simbolici della quotidianità giovanile — scuole, oratori, spazi pubblici — sono stati installati box interattivi ideati per diventare spazi sicuri e silenziosi dove scrivere, raccontarsi e affidare pensieri. Attraverso semplici strumenti digitali, centinaia di giovani hanno lasciato testimonianze intime, vere, cariche di emozioni: ansie, insicurezze, desideri, ferite e speranze. La mostra restituisce così un percorso immersivo e toccante, dove arte e fragilità si incontrano, dando vita a un’esperienza che non chiede giudizio, ma ascolto.

«Invito chi ancora non l’avesse visitata a farlo - commenta il sindaco Serena Arrighi - Significa fermarsi ad ascoltare quelle emozioni e la sofferenza mentale che a volte non sappiamo vedere. Aiuta anche a prendere contezza delle paure, delle speranze, dei desideri delle persone attraverso una trentina di lettere di ragazzi rielaborate dagli artisti. È una mostra che non lascia indifferenti».

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