Nelle scuole di Olgiate è straniero un bimbo su sei
I dati Il plesso più multietnico è la primaria di via San Gerardo, dove gli alunni non italiani superano il 30%. La dirigente: «Questa è una ricchezza, non un vincolo. Ma l’idea di mettere un limite nelle classi è giusta»
Lettura 1 min.Olgiate comasco
Anche nell’Olgiatese le scuole sono sempre più multietniche. La percentuale di alunni stranieri nelle scuole dell’Istituto comprensivo Olgiate Comasco si attesta a quasi il 16%.
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La maggiore concentrazione si registra nella primaria di via San Gerardo di Olgiate Comasco, dove è leggermente superiore alla soglia del 30% fissata dal decreto legge dello scorso settembre. Già nell’anno scolastico 2025-2026 aveva raggiunto il limite, quest’anno è aumentata di qualche decimale.
Nelle altre primarie dell’istituto la presenza di stranieri non va oltre il 12% del plesso di via Repubblica, in aumento rispetto agli anni passati.
La più multietnica delle scuole dell’infanzia è quella di viale Pio Roncoroni, la più numerosa, con il 13% di stranieri. La quota degli alunni non italiani alle medie si attesta al 18%.
La nazionalità più presente nelle scuole olgiatesi è quella pakistana, seguita da quella albanese. Molti anche i bimbi di origine nordafricana.
«La presenza di studenti stranieri nelle nostre scuole non è problematica, ma va gestita con interventi sia in orario curricolare che extracurricolare – spiega la dirigente scolastica Annamaria Bertoni – Nel nostro piano di miglioramento abbiamo fatto un notevole investimento sugli interventi di alfabetizzazione. Per tutto l’anno sono programmati laboratori pomeridiani di alfabetizzazione il mercoledì e venerdì rivolti alla scuola primaria, volontari ma fortemente raccomandati, e la risposta delle famiglie è ottima».
Le opportunità
«Chi iscrive i bambini nei plessi come San Gerardo è consapevole che ci sia una elevata percentuale di stranieri – precisa la preside – Quando facciamo la presentazione dell’offerta formativa questa presenza la evidenziamo come una ricchezza, non un vincolo. L’eterogeneità degli studenti allena alla convivenza tra persone con culture e con abitudini diverse. In un contesto così le opportunità di imparare sono molteplici. Tuttavia trovo una buona idea mettere un tetto perché una percentuale troppo alta di stranieri in classe può diventare faticosa per i bambini. È auspicabile non averli tutti concentrati in un plesso, ma più distribuiti. Per poter raggiungere questo obiettivo è necessario che ci si adegui in termini di organici, strutture e servizi di scuolabus».
Una più equa distribuzione si scontra con limiti logistici. «Proponiamo altri plessi ai genitori stranieri che intendono iscrivere i figli a San Gerardo o suggeriamo di andare alla materna di Castelnuovo a quelli che scelgono viale Roncoroni, ma in assenza di specifici servizi di trasporto che riescano a coprire tutte le esigenze iscrivono i figli vicino al loro domicilio – conclude Bertoni - Spesso sono famiglie con più figli di diverse età e non tutte hanno mezzi propri di trasporto».
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