«No alla violenza»: l’appello dei giovani
Le celebrazioni del IV Novembre, con il discorso del sindaco dei ragazzi e le parole del primo cittadino Simone Moretti
Olgiate Comasco
Una netta condanna della violenza come mezzo per dar voce alle inquietudini dei giovani sul futuro: è il messaggio lanciato da Viktoriia Berkut, sindaco del consiglio comunale dei ragazzi, durante la cerimonia del IV Novembre. Presenti autorità civili e militari, dirigenti scolastici, associazioni, alunni di terza media, una rappresentanza dell’Istituto superiore Terragni e il coro della scuola media diretto dal professor Armando Calvia. In corteo hanno raggiunto l’auditorium del Medioevo dove si è tenuta la cerimonia, con protagonisti i ragazzi.
«I giovani scendono in piazza perché sono preoccupati per il futuro: le difficoltà economiche, le disuguaglianze, i problemi del sistema scolastico, la propria contrarietà alle decisioni delle autorità o il desiderio di pace. L’aspirazione a un futuro migliore non deve mai mettere a rischio la nostra umanità, poiché la comprensione reciproca viene meno quando il dialogo cede il passo alla violenza e la volontà di raggiungere un accordo viene sostituita dalla distruzione – ha sostenuto il sindaco junior - La violenza distoglie l’attenzione dall’essenziale: i problemi che le persone intendono affrontare e risolvere. Dobbiamo imparare a esprimere e sostenere le nostre idee con determinazione, agendo con responsabilità e senza mai mancare di rispetto agli altri. Gli avvenimenti recenti mostrano quanto sia facile creare il caos, ricordandoci quanto sia importante rimanere uniti nella difesa dei nostri valori democratici. Al contempo, i giovani dimostrano che trasformare il mondo non è possibile soltanto attraverso la lotta, ma anche attraverso l’unità e il sostegno reciproco».
Un appello a essere costruttori di pace nella quotidianità è stato rivolto dal sindaco, Simone Moretti, ai giovani: «Ogni volta che scegliete il dialogo invece della prepotenza, il rispetto invece dell’insulto, l’inclusione invece dell’esclusione, state facendo qualcosa di importante. Ogni volta che non voltate lo sguardo davanti a un’ingiustizia, che non accettate il bullismo, che rispettate chi è diverso da voi, state contribuendo a costruire una società migliore. Non sottovalutate mai il valore delle vostre idee, della vostra partecipazione e della vostra voce. I grandi cambiamenti sono spesso partiti dal basso, dai giovani, da persone che hanno avuto il coraggio di immaginare un mondo diverso da quello che avevano davanti».
Dopo gli interventi, una delegazione di studenti del Terragni ha svolto un approfondimento sul tema del controllo della stampa, della censura delle informazioni e delle lettere dal fronte, ma soprattutto della propaganda, che nel primo conflitto mondiale divenne essa stessa uno strumento di guerra. «Quest’anno abbiamo voluto soffermarci su questo ambiguo strumento di guerra, la propaganda, che da allora in poi ha avuto, sino ad oggi, un ruolo crescente nelle dinamiche geopolitiche del mondo – hanno spiegato Enrico Casiraghi, Gabriele Gazzolo e Luca Ostinelli di 5A e Sara Clerici, Simone Villa e Alessandra Sonzogni di 5B, con i docenti Marina Adotti, Leone Guaragna e Fulvia Vercellini - Accanto a questa, ci siamo accorti di come la Prima guerra mondiale abbia inaugurato anche quella che, con termini contemporanei, oggi si chiama “guerra ibrida”».
Nell’ambito della cerimonia è stata presentata dal capogruppo delle penne nere di Olgiate, Alessandro Fumagalli, la decima edizione della borsa di studio degli alpini, rivolta alle quinte della primaria.
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