«No all’impianto di biometano»: Solbiate fa ricorso contro la decisione del Tar
Solbiate con Cagno Appello al Consiglio di Stato dopo la sentenza che ha annullato il “no” formalizzato dal Municipio
Solbiate con Cagno
Nuovo capitolo della querelle sull’impianto per la produzione di biometano nella piana tra Cagno e Concagno. Il Comune ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar nella parte in cui il tribunale annulla il “no” del responsabile dell’area tecnica del Comune al progetto di insediamento di un impianto per la produzione di biometano da liquami, letame e scarti vegetali a fianco della ciclo-pedonale, nel Parco Valle del Lanza. Nella medesima sentenza il Tar ha dichiarato inammissibile per genericità la richiesta di risarcimento avanzata dal ricorrente (la società consortile Granmetano Como).
Le richieste al Consiglio di Stato
La novità è emersa nell’incontro sul tema promosso dal Comitato “No biogas da letami nel parco”, con grande partecipazione di pubblico, amministratori, tecnici e relatori qualificati. «Abbiamo presentato ricorso al Consiglio di Stato perché la sentenza del Tar nella parte il cui annulla il diniego senza rilasciare l’autorizzazione all’impianto è fondamentalmente sbagliata – afferma il sindaco Federico Broggi – Abbiamo deciso di rivolgerci al Consiglio di stato alla luce di un approfondimento, sotto il profilo tecnico-amministrativo e giuridico, fatto col nostro legale e con l’avvocato del Comitato, Cristina Mandelli, esperta in diritto ambientale».
Broggi entra nel dettaglio. «La sentenza è sbagliata per tre motivi - sostiene - Il costrutto motivazionale è carente; i pochi richiami normativi inseriti nella sentenza non sono pertinenti rispetto al nostro caso: il parere espresso dal comando provinciale dei vigili del fuoco non è interlocutorio come sostenuto dal Tar, ma è un provvedimento definitivo di non conformità alla normativa in materia di sicurezza antincendio. Tale parere è uno degli elementi obbligatori ed essenziali da allegare alla progettualità trattandosi di un impianto produttivo, senza il quale non è realizzabile. La terza questione riguarda la presunta idoneità dell’area: nei documenti presentati nulla evidenzia in modo chiaro i presupposi previsti dalla legge. Sulla base di queste valutazioni chiediamo al Consiglio di Stato che la sentenza venga rivista».
Obiettivo: coinvolgere la Regione
Si punta a coinvolgere anche la Regione. «Ho scritto all’assessore regionale all’ambiente e territorio, Gianluca Comazzi, invitandolo a venire sul territorio per incontrare l’amministrazione e una delegazione di cittadini per rappresentargli la preoccupazione della comunità e consegnargli le 2.500 firme raccolte dal Comitato – aggiunge il sindaco – Ho chiesto al Plis Parco Valle del Lanza di esprimere un parere tecnico sul progetto».
La presidente del Comitato Silvia Alberici annuncia: «Come Comitato chiederemo al sindaco e al Parco Valle del Lanza di valutare di avviare l’iter di accorpamento del Plis con il Parco Pineta. Sarebbe la soluzione migliore. Continueremo a opporci al progetto di un impianto di biometano che, oltre all’eccessiva vicinanza all’abitato e ai problemi relativi alla viabilità e alle emissioni odorifere, sorgerebbe in un corridoio ecologico di primissima importanza per la biodiversità e gli ecosistemi locali».
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