«Nonna, mi servono 20mila euro». Ma stavolta la truffa non va a segno

Valmorea Momenti di grande tensione per una coppia di anziani, raggiunta al telefono. «Fai presto, ho fatto un incidente», ma l’intervento di un parente ha sventato il raggiro

Valmorea

La truffa del “falso nipote” non è andata a segno.

Ma chissà per quanti giorni ancora le vittime designate, due pensionati di 85 anni, porteranno dentro le tracce del raggiro, il timbro al telefono di quella voce femminile che supplica: «Nonna, ho fatto un incidente, ho bisogno subito di 20mila euro», il battito all’impazzata del cuore, l’affanno nel far mente locale per raggranellare qualcosa in casa. Non c’era niente, in casa, neanche gli spiccioli del resto della spesa. «Fai presto, nonna, fai presto », ripeteva la voce che non aggiungeva dettagli, ma insisteva con un ritornello: « Non attaccare, nonna, due minuti e sono lì».

Di pomeriggio

Era il primo pomeriggio dell’altro giorno, l’ora del pisolino per due persone anziane che hanno lavorato una vita intera e sono tuttora lucidi ed attivi. Non sono sprovveduti, ma sono stati presi alla sprovvista.

Erano soli, da casa, erano appena usciti tutti, finalmente un po’ di pace e invece è squillato il telefono. Qualcuno, fuori, curava e si preparava al colpo: non è difficile trovare sugli elenchi telefonici un numero fisso, non è difficile studiare una zona ed è facile inventare pretesti credibili. Tante astuzie per niente: dal pianoterra, è salito un parente, preoccupato perchè sentiva voci nell’ora del pisolino.

E’ entrato in casa, ha capito subito il mal andare, troppa agitazione dell’anziana donna al telefono, troppe domande strane al marito: «Che cosa abbiamo in casa? Vai a cercarlo ». Le ha quasi strappato il telefono di mano, ha agganciato, gli incipienti truffatori hanno capito che la foglia era stata mangiata, non hanno richiamato, sono spariti. « Abbiamo chiamato i carabinieri – racconta un familiare – Ci hanno detto che in questo periodo sono frequenti gli episodi del genere nella nostra zona».

Colpi a ondate

Vanno ad ondate, come i furti: malviventi mettono gli occhi a caso su un territorio; se va male in un casa, provano dall’altra, hanno tecniche speciali per mettere addosso il panico, costringono le vittime a stare al telefono in modo che non possano chiudere la telefonata e chiamare qualcuno, raccolgono informazioni anche attraverso i Social, dove tutti scrivono di tutto, basta la foto di un compleanno per apprendere generalità ed abitudini.

C’è chi si cautela con le parole d’ordine: « Se ti chiamano, per essere sicuri che sono proprio io, chiedi la parola d’ordine segreta che abbiamo concordato. Se non la sanno, metti giù subito il telefono».

I carabinieri si prestano per pubbliche assemblee in cui presentano “ l’anatomia di furti e truffe” , come nei mesi scorsi a Rodero, quando il comandante della stazione di Olgiate, Andrea Marino, invitato dal sindaco, Giacomo Morelli, ha spiegato le tecniche di assalto e di difesa. E qualche anno fa, il comandante della stazione di Faloppio, Giovanni Giordano, aveva raccolto i nomi di 200 anziani e ad uno ad uno, casa per casa, aveva personalmente consegnato un volantino fitto di consigli per prevenire reati ai danni di persone deboli e fragili. Qualche volantino è ancora in circolazione. Tuttora, in circolazione anche i malviventi.

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