Oggi è una “maga Circe”, una rapinatrice. Prima dell’arresto era definita «Un’amica generosa»

Il racconto Fabio Fava conosce fin da piccola la donna di Rebbio accusata di aver narcotizzato e rapinato sei uomini. «Mi regalò le bomboniere per il battesimo dei gemelli e le chiesi di fare la madrina. Deve essere successo qualcosa»

«Conosco Tiziana Morandi fin da quando era piccola e frequentavamo lo stesso oratorio a Rebbio. È stata anche la madrina dei miei bambini al battesimo. La donna che ricordo io non è la stessa che viene raccontata in televisione e sui media. Non riesco a capire cosa possa esserle successo, se quello che dicono fosse vero».

A parlare è Fabio Fava, 48 anni, nato e cresciuto nel quartiere di Como, lo stesso di quella che oggi è considerata una sorta di Maga Circe della Brianza. Nel frattempo il quarantottenne si è trasferito a vivere con la compagna a Cadorago. Hanno due figli piccoli, gemelli. E Tiziana è stata la loro madrina. «La ricordo fin dai tempi dell’oratorio – dice Fabio oggi – Non aveva la mia età e non era del mio gruppo di amici, però mi ricordo di lei. Poi, con gli anni ci siamo persi di vista. Siamo rientrati in contatto grazie ad un gruppo social di rebbiesi. Lì abbiamo cominciato a parlare, ha visto che ero appassionato di cani e lo era anche lei. Insomma, ci siamo riavvicinati».

«Sedeva insieme ai vip e alle persone importanti, era molto generosa con noi»

La storia però non si ferma qui e va molto oltre. «Quando ha scoperto che io e la mia compagna Valentina aspettavamo due gemelli, si è avvicinata ancora di più. Già prima eravamo andati allo stadio assieme, e mi aveva portato in una zona – a San Siro – dove possono accedere solo i vip o le persone importanti. Non so come potesse arrivare a sedere in quei seggiolini. Ma appena venne a sapere che la mia famiglia presto si sarebbe allargata, iniziò a farci regali e chiese se poteva farci lei le bomboniere e i confetti. Ci fece dei cavallini di cera bianchi e azzurri, disse che li aveva fatti lei. Io sapevo che lavorava con la cera ma non so se sia davvero reale che quei cavallini fossero stati fatti a mano».

«Ci sentivamo in debito»: il racconto di Fabio

Il passo successivo fu fatto da Fabio e dalla compagna Valentina: «Ci sentivamo in debito con lei per quanto era stata generosa con noi, una generosità spontanea. Per questo decidemmo di farle fare la madrina al battesimo dei miei figli: era il 27 dicembre del 2015». «Si era presa a cuore la nostra famiglia – continua Fabio – Ma io vedevo anche che le giravano molti soldi per le mani. Insomma, mi sembrava molto bene inserita nell’alta società. La invitai più volte a casa, per vedere i bambini che crescevano, ma non è mai venuta. Un po’ mi arrabbiai anche...».

Nell’estate del 2021 avvenne però un fatto che Fabio oggi interpreta come un segno che qualcosa non andasse per il verso giusto: «Mi chiese dei soldi, 100 euro mi pare – ricorda – Era una cosa strana, mi disse che non poteva andare in banca». Nei mesi successivi lui e Tiziana Morandi si persero di vista: «Continuavo ad invitarla a casa ma non veniva mai, aveva sempre qualche scusa». Qualche messaggio e poco altro, insomma. Almeno fino a quando se l’è ritrovata sui giornali accusata di sei rapine con l’uso delle benzodiazepine per addormentare le vittime.

La sorpresa per gli ultimi fatti di cronaca

«Sono rimasto sorpreso – conclude oggi il quarantottenne di Rebbio – Io non la ricordo affatto come una persona cattiva, anzi la ricordo come molto generosa e l’esempio di quello che ha fatto per la mia famiglia lo dimostra. Io la reputavo anche una persona intelligente e non so proprio come possano sovrapporsi le immagini che io avevo di lei e quello che poi ho letto. Secondo me, se tutto fosse confermato, un anno fa potrebbe esserle successo qualcosa. Io di Tiziana ho un ottimo ricordo, certo qualche volta quello che diceva era inverosimile, esagerato, bisognava prenderla un po’ con le pinze, ma non era affatto una brutta persona».

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